
ISERNIA – “Grazie per l’accoglienza, mi ha intimidito. Non credo di meritare tanto“. Il giudice della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, ha incontrato questa mattina nell’Auditorium ‘Unità d’Italia’ 750 studenti delle scuole molisane. Amato ha parlato alla platea molisana per oltre un’ora, discutendo di “Giovani, Democrazia, Europa”.
“Un giorno tutto questo sarà vostro” – ha affermato, riferendosi all’eredità che il mondo degli adulti lascia ai più giovani.
“Non sappiamo se sarà una patacca o qualcosa che valga la pena per il futuro“. Nell’illustrare la storia dell’Unione Europea, il costituzionalista ha posto l’accento sull’impegno preso dai ‘Padri della Ue’ davanti alle croci dei morti della Seconda Guerra Mondiale e sulla grandezza del progetto nato proprio quando tutto sembrava impossibile. Giuliano Amato ha indagato i fattori che, dopo anni di sacrifici e lotte, stanno mettendo a rischio l’integrazione europea.
A suo avviso sta mancando “il collante della solidarietà, che garantisce unità e diversità”.
“Gli europei – ha detto – devono imparare a fidarsi gli uni degli altri. Se aumenta la solidarietà, beni comuni e integrazione cresceranno. Per molti anni è accaduto, al punto che ci siamo dotati della stessa moneta. Oltre ai benefici c’è però una conseguenza: se uno stato membro si riempie di debiti indebolisce il valore della moneta comune. Questo richiederebbe solidarietà, ma ad oggi si è aperta una faglia che separa il Nord Europa dal Sud. I meccanismi dell’Unione cedono davanti alle diversità”.
“Vogliamo essere cittadini europei, ma ci teniamo anche a essere italiani. Ma se decisioni che riguardano tutti vogliamo affidarle ai parlamenti locali – ha spiegato – noi inceppiamo la democrazia. Il Parlamento Europeo è più democratico. Ci stiamo chiudendo, stiamo facendo prevalere il profilo nazionale – ha concluso – su quello comune”.
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