TERRITORIO – “Mai più spaesati” Slow Food lancia la rete degli amministratori dell’Appennino

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CAMPOBASSO – Come intervenire su quella parte del territorio nazionale, la catena dell’Appennino, che costituisce il 52% del territorio nazionale. Se n’è parlato a Castel del Giudice in un confronto dibattito organizzato da Slow Food Italia a dal Comune di Castel del Giudice a cui hanno aderito ActionAid, Cittadinanzattiva, Anci, l’associazione Borghi Autentici d’Italia e l’associazione dei Comuni Virtuosi.

Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione Abruzzo, ha ricordato come “lo spopolamento non è uno stato d’animo, ma un processo legato alle difficoltà materiali. Se la gente se ne va è perché vivere in queste aree diventa talvolta troppo complicato”. Per uscire da questa spirale, continua Lolli, “non servono sovvenzioni e risarcimenti, ma investimenti pubblici e privati: noi che viviamo e amministriamo nell’Appennino dimostriamo che li si può fare ottenendo una remunerazione, smettiamo di considerarci una sorta di peso che qualcuno deve caricarsi sulle spalle”.

Riferendosi ai dati presentati dall’ufficio studi della Camera dei Deputati, il vicepresidente della giunta abruzzese ha ricordato che ogni anno l’Italia spende in media 3 miliardi per riparare i danni provocati dagli eventi sismici e dal dissesto: “Se è difficile convincere lo Stato che conviene investire, facciamo il discorso opposto: quanto costa non farlo?”.

La tutela del territorio è il primo tassello della prevenzione, ha precisato il presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura, che ha rilevato come “gran parte dei nostri legislatori hanno omologato il valore-Paese sulle aree metropolitane. Ma non si può pretendere che i cittadini rimangano nelle aree interne se non gli si assicura la qualità della vita”.

Massimo Castelli, coordinatore di Anci Piccoli Comuni ha detto che: “La montagna offre grandissimi servizi, trasformati in risorse da milioni di euro, senza ricevere alcuna perequazione. Prima del ponte sullo Stretto facciamo in modo che arrivino i binari sulle linee interne. Prima dell’alta velocità arrivino le strade nelle aree interne, perché i nostri cittadini pagano le stesse tasse di chi vive in città pur ricevendo meno servizi”.

Lino Gentile, sindaco del Comune di Castel del Giudice, riprendendo comunque l’appello a liberarsi dal vittimismo rinunciatario, come amministratori e sindaci e consapevoli che i piccoli comuni e le aree interne non sono al centro dell’agenda del Paese ha stimolato gli intervenuti a “creare da noi le opportunità, sfruttando nuovi modelli di sviluppo e nuove politiche sociali, anche nel campo dell’integrazione delle comunità straniere”. La tavola rotonda è stato anche un omaggio al piccolo Comune di Castel del Giudice uno degli esempi più virtuosi di rilancio del territorio nell’Appennino molisano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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