LAVORO – In pochi giorni la verità

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CAMPOBASSO – Lavoratori in presidio presso la sede del Consiglio regionale: Atm Gam Zuccherificio. Una protesta ormai radicalizzata nel tempo che racchiude problematiche ormai note. Ovviamente si cerca di tenere sotto pressione la politica regionale che in qualche maniera sovraintende tutte e tre le aziende. Per la prima a cui eroga soldi pubblici per il servizio trasporti, i lavoratori si lamentano da sempre per la mancanza della puntualità dei pagamenti diventati più di qualcuno per una parte dei lavoratori che, tra l’altro, non si sentono più tranquilli nel rapporto con l’azienda e soprattutto per le loro condizioni di vita sociale. La seconda con i suoi dipendenti in scadenza di cassa integrazione al 4 novembre e quindi ormai sulla soglia della mobilità aspetta nuovi padroni ma c’è l’incognita di un progetto industriale di rilancio sconosciuto nei contenuti e quindi sui livelli occupazionali. Domani il giudice del Tribunale di Campobasso dovrebbe decidere a chi assegnare lo stabilimento di Bojano che come si sa all’asta pur essendo stato aggiudicato alla Dasko, i rilanci di legge hanno consentito all’Agricola vicentina di mettere sul piatto altri milioni di euro e a questo punto il Tribunale deciderà a chi consegnare le chiavi dell’azienda matesina. Probabilmente qui si saprà di più e questo nel giro di qualche giorno, in ordine soprattutto al futuro dei lavoratori in questo momento preoccupati per la conclusione vicina di ogni ammortizzatore sociale. Notte buia per lo Zuccherificio. Il Consiglio regionale qualche giorno fa con tutte le forze politiche che lo compongono si è impegnato a trovare ogni strada negli strumenti programmatici finanziari locali, statali e comunitari, patto per il Molise aree di crisi, fondi interregionali e comunitari accordati al Molise per il ricollocamento dei 73 lavoratori dello stabilimento termolese. Ma anche qui i tempi appaiono abbastanza lunghi e complessi mentre la fine delle ferie, accordate agli stessi i dipendenti, alla loro conclusione spalancherebbero le porte della mobilità. E’ insomma un corsa disperata, naturalmente. Far ripartire due aziende come la Gam e lo Zuccherificio con circa 500 dipendenti, tanti erano qualche decennio fa e quanti sono nell’inferno degli ammortizzatori sociali dell’ultimo stadio, è un sogno. In sostanza e soprattutto per senso di responsabilità, bisogna mettersi sotto a lavorare duro per trovare soluzioni in misure che sebbene siano ancora sono sulla carta e quindi da finanziare e quantificare, esigeranno al momento opportuno una programmazione esecutiva certa e ponderata ai decreti amministrativi accordati con progetti pronti da rendere operativi al momento della verifica.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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