SCUOLE SICURE – L’angoscia e la rabbia di una madre

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CAMPOBASSO – Pubblichiamo interamente la lettera di Gabriella Di Cesare, madre preoccupata e angosciata per quello che sta accadendo alla Don Milani di via Leopardi dove la figlioletta frequenta una scuola che va, intanto, abbandonata per il momento e riqualificata subito dal punto strutturale in maniera adeguata alle normative antisismiche con il trasferimento anche qui immediato dei bambini che la frequentano senza perdere neppur un altro giorno del calendario. Quello che ci umilia e ci fa stare male leggendo la lettera, perché siamo anche noi genitori e in passato abbiamo subito uguali frustrazioni indirette, è l’ostinazione a non voler praticare soluzioni e scelte radicali che avrebbero dovuto già essere prese da qualche mese a questa parte. Di fronte a una situazione locale di massima precarietà e quasi di emergenza di alcune strutture scolastiche certificate da documenti tecnici inequivocabili e ad una situazione sismologica e geologica che interessa tutta la catena dell’Appennino dalla Val Padana alla Sicilia, non si può continuare a usare l’avverbio “indicativamente” sulla fine di rimedi indecifrabili, né a suggerire la scelta dei doppi turni con il risultato di snaturare un percorso scolastica tracciato su altri obiettivi  e quindi azzerare la vita  sociale di centinaia di famiglie ma è necessario assicurare con la responsabilità massima di amministratori che la garanzia della sicurezza piena nelle scuole è un compito precipuo un dovere prioritario che l’istituzione deve dare alla famiglie. Come a questo punto visto i ritardi e le negligenze? Ripetiamo ancora una volta, c’è una sola via ora da intraprendere, i moduli prefabbricati o casette di legno chiamateli come volete, che sebbene non offrano il massimo dei comfort riconsegnerebbero al momento la serenità di un’altissima sicurezza. Da quando ne stiamo parlando evidentemente li avremmo già inaugurati. E invece si continua a temporeggiare e a non sapere che pesci prendere. I genitori stamane hanno ribadito al sindaco la loro opinione reclamando soluzioni immediate con il rifiuto ai doppi turni mentre i Cinque Stelle hanno chiesto le dimissioni dell’assessore Maio per come ha gestito il problema di scuole sicure. Stamane dei 600 ragazzi della Don Milani in classe ne sono entrati solo 60. Questa la risposta di genitori e quindi degli alunni a una vicenda che ora sta assumendo i contorni del grottesco.

Aldo Ciaramella

Questa la lettera di un genitore, una madre, di alunna della Don Milani che pubblichiamo integralmente:

<Ieri, per l’ennesima volta, davanti al Sindaco, due assessori e due consiglieri comunali, mi sono sentita umiliata, offesa ma soprattutto indifesa…. Ricordo, come fosse ora, il presidente Ciampi quando a San Giuliano disse “Non siamo stati capaci di difendere i nostri bambini”….

Ecco, il pensiero è questo….

Come genitore in questi 276 giorni (dal 25 gennaio 2016) in particolare ho fatto tutto quello che era in mio potere per difendere mia figlia, e come me, tutti i 600 genitori della Via Leopardi….

Oggi, con tanta amarezza prendo atto che la preoccupazione sulla sicurezza dello stabile è solo di noi genitori e dei docenti/dirigente scolastica, perché il sindaco ha solo dubbi e, se fosse per lui, magari la scuola non la chiuderebbe.

Nel dubbio e con un altro violento terremoto, che io stessa ho avvertito nettamente ieri sera, decide di chiudere la scuola e far fare i “doppi turni”, mandando a scuola mia figlia insieme ai suoi 600 compagni, a scuola di pomeriggio… d’altronde lo hanno fatto anche altri bambini (Via Crispi, Via D’Amato), perché non lo possono fare anche quelli di Via leopardi…. ?

Ecco che a questo punto mi dico che non posso più difendere mia figlia da tutte le azioni che somigliano a soprusi e abusi, che l’Amministrazione, a prescindere da chi fa o non fa le cose e il proprio dovere, da chi si espone e da chi rimane a guardare sornione, mette in atto come prassi ormai consolidata, consuetudine accettata malgrado tutto, di sconvolgere la vita di mia figlia, ripeto, insieme ai suoi 600 compagni, violando i suoi diritti, non solo come cittadina della Repubblica Italiana, ma anche come bambina che ha diritto a vedere protetta la sua vita e la sua salute, la sua crescita e la sua educazione.

I diritti di mia figlia sono definiti “inviolabili”…. Ma da chi?

Io mi distruggo come genitore per difendere i diritti di mia figlia e… contro chi?

Lo Stato siamo noi…. Così si dice…

Non è vero.

Lo Stato sono gli altri, quelli che pur di non assumersi alcuna responsabilità trovano come unica soluzione penalizzare i più fragili della scala… si, perché in questa scala gli indifesi sono proprio loro, i nostri bambini, che devono accettare tutto ciò che viene loro imposto giacchè non hanno ancora capacità di intendere e volere, giacchè sono minori e rispondono per loro…… i loro genitori.

Mi chiedo, a questo punto per l’ultima volta, come posso proteggere mia figlia, non dalle calamità naturali, perché in questo io mi sono assunta precise responsabilità, non da chi vuol farle del male, perché sono attenta, la curo e evito di esporla a rischi e pericoli, ma da una amministrazione che , in barba a tutti i diritti Costituzionali, non si assume responsabilità che sa di avere in prima persona, che non si impegna nero su bianco con una data precisa (il 15 gennaio 2017 come termine ultimo per la fine dei doppi turni), perché se non riesce a rispettarla si “rovina la reputazione” davanti ad una città intera….. da un amministratore che dice “indicativamente”, sapendo già che non lavorerà alacremente giorni e notti per tutelare mia figlia e i figli di altri 600 genitori….

Si perché le cose della politica sono complicate….. si tratta di voti, di alleanze politiche, di spartizioni….. mica parliamo di fagioli secchi…. Mica parliamo di bambini….

Nel frattempo a me viene scaricata la patata bollente…. Come genitore, dal 5 ottobre (giorno in cui prendo atto del documento – che l’amministrazione ha da circa 4 anni e per 9 mesi mi ha impedito di accedervi, volendo io ad ogni costo difendere mia figlia – dove un tecnico si assumeva la responsabilità di dire che nella scuola di mia figlia resta

forte situazioni di pericolo e di alta vulnerabilità         anche            a bassi         livelli di azione sismica )

non dormo più sonni tranquilli, porto a scuola mia figlia nel rispetto del mio dovere di genitore e del diritto di questa ad avere istruzione, prego Iddio che le 13.20 arrivino subito e che nel frattempo la terra non tremi…..

da allora ogni giorno mi sono impegnata in questa “battaglia” – ma non so se lo è perché le mie non sono intenzioni belligeranti – ho interloquito con Sindaco, Assessori, Consiglieri, tecnici, giornalisti ecc…. ma nel frattempo, andavo a lavorare, facendo salti mortali per accudire la mia famiglia, rispondendo alle domande di mia figlia, rassicurandola, per quel che potevo…. E mai rispondendo “indicativamente”…. Non ho fatto mai saltare un pasto a mia figlia, l’ho seguita nelle sue attività , nei compiti, ho fatto tutto quello che la mia responsabilità di genitore mi richiede, chiedendo solo a me uno sforzo sovrumano per essere forte e fare tutto in sole 24 ore, difendendo, ancora una volta, mia figlia….. con certezza e non INDICATIVAMENTE.

Ora però, qualcuno mi spieghi…..

come posso continuare ad insegnare a mia figlia la fiducia nello Stato, dalle amministrazioni locali rappresentate, come posso educarla al senso civico, al rispetto della dignità umana, alla legalità, ma anche al semplice assumersi delle responsabilità, se chi ha il compito primario di dare il buon esempio disattende a queste semplici regole, a questi semplici doveri….

Come posso essere un buon genitore se oggi devo dire a mia figlia di non fidarsi di chi indicativamente dice delle cose….

Come posso dirle di stare zitta e ubbidire in una situazione che ricorda un sistema feudale …. Come posso raccontarle che si vuol cambiare la costituzione quando i diritti inalienabili non sono rispettati….  Come posso proteggerla e dirle di non avere paura….

Oggi, che la terra trema ancora…. Non posso fare altro che stringerla fra le mie braccia e dirmi, malgrado tutto… farò da sola…. In barba ai miei doveri….

Gabriella Di Cesare

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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