POLITICA – Maddalena: “Riforma costituzionale, 16 pagine scritte malissimo”

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ISERNIA – “Carta straccia”. Così Paolo Maddalena vice presidente emerito della Corte Costituzionale, intervenuto a Isernia in un incontro organizzato dal Movimento 5 Stelle per perorare le ragioni del no, ha definito il testo della riforma referendaria.

“16 pagine scritte malissimo – ha affermato il costituzionalista – ma estremamente furbe, che ingannano i cittadini, portano alla svendita totale del territorio italiano e alla fine del popolo, che diventerà – ha previsto- un popolo di miserabili, sotto il controllo delle multinazionali delle banche”.

Un percorso questo di delegittimazione della sovranità popolare iniziato ormai da tanto tempo, molto prima di Renzi, ma già dopo la morte di Moro.
E che – a detta del giurista – gioverà unicamente al mondo della finanza.

“Jp Morgan – ha ricordato – in un documento del 2013, afferma che le Costituzioni del Sud Europa sono troppo socialiste, troppo antifasciste; devono essere cambiate perché non giovano ai mercati. Oggi – ha aggiunto- la finanza detta le regole al diritto, e così prevalgono gli interessi individuali e non quelli collettivi”.

In merito al testo della riforma ha poi continuato: “è un testo scritto in modo sgrammaticato dal punto di vista giuridico. È una lettura terribilmente tragica per chi ne sa di diritto. Oltre che scritta male, questa riforma costituzionale è perniciosa e investe 47 articoli, il che richiederebbe la presenza di una assemblea costituente”.

Sotto accusa anche la propaganda governativa che è stata attuata su una legge proposta dal Governo stesso. “I giudici supremi di questo documento -ha ricordato- sono tutti i cittadini”. Tre contenuti essenziali che il costituzionalista ha voluto evidenziare. Palesi errori che calpestano la sovranità del popolo italiano: mira ad accentrare i poteri dell’esecutivo, distrugge il Senato e annienta le garanzie costituzionali, con un’evidente deriva antidemocratica.

“Ridicoli” ha definito poi i motivi addotti da Renzi: “la necessità di cambiare e ridurre i costi”.

“In realtà non si vuole cambiare, si vuole solo la distruzione della Costituzione -ha continuato – La nostra Costituzione non è mai stata attuata. Proviamo ad attuarla prima di decidere che non funziona. Se bisogna cambiare bisogna farlo in meglio, non in peggio: se riduci la democrazia cambi in peggio. E qui siamo di fronte ad un disegno antidemocratico che distrugge la rappresentanza politica, distrugge il senato, con la falsa promessa – ha concluso – di ridurre i costi”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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