ARISTON – Per il cinema si va al Consiglio di Stato ma non c’è uno straccio di idea progettuale

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CAMPOBASSO – Non dorme sonni tranquilli. Il cinema Ariston di Campobasso, per ora come stanno le cose, secondo il Tar, dovrà essere demolito. Al suo posto sorgerà un palazzone di 8 piani già di una società ben nota, con appartamenti  e locali commerciali. Il Tribunale amministrativo del Molise ha deciso così. Ma c’è una scappatoia o meglio una seconda chances  a cui il Comune di Campobasso ha ricorso, il Consiglio di Stato.

Qui l’Amministrazione comunale Battista o quella precedente in ritardo su progetti che avrebbero avuto senza dubbio altra direzione se presi in considerazione e adottati qualche anno fa, tenterà di riavere l’Ariston. Per farne cosa? Per ora non c’è uno straccio di progetto al riguardo. Per rimettere in piedi la struttura teatrale di via Larino, che è stata la storia della città, fulcro di attrazione e di accoglienza di migliaia di persone che comunque hanno animato il centro storico oggi miseramente abbandonato, sono necessari alcuni milioni di euro.

Un impegno finanziario oggi non compatibile con le finanze del Comune ma ieri certamente non sarebbe stato così se maggiore avvedutezza fosse stata adottata nel redigere un’idea progettuale in grado di essere presentata e messa alla valutazione di Ministeri competenti  o dalle finalità di fondi  strutturali destinati al recupero di patrimoni storici della citta.

E invece nulla di tanto. Ora si scatenano le polemiche e da qui Cinque Stelle ripropone il problema a palazzo San Giorgio dove ovviamente a quanto pare ci potrebbe essere poca volontà a recuperare il manufatto o a lavorare per creare un programma di recupero ad hoc per l’Ariston adeguato a riproporlo alla cittadinanza così come lo è stato per decenni: <Ora c’è il Consiglio di Stato a cui il Comune pare potrebbe ricorrere entro metà novembre per evitare sulla demolizione del cinema Ariston possa essere realizzato un palazzo di 8 piani con appartamenti e locali commerciali – puntualizza il consigliere comunale di Cinque stelle Luca Praitano –  Il sindaco Battista va verso questa soluzione e infatti ha nominato un avvocato esterno per difendere il Municipio al Consiglio di Stato.

Nonostante si ritenga doveroso ricorrere in modo da definire se davvero la struttura comunale abbia agito in maniera così maldestra come il Tar ha evidenziato oppure abbia operato correttamente, ciò che, a nostro avviso, va precisato è che l’esito del ricorso non diraderà la nebbia che avvolge la questione>: Un agitarsi su una problematica, quindi, su cui non c’è soluzione di futuro: <Sulla scorta di queste considerazioni – precisa Praitano -, lunedì 31 ottobre, abbiamo portato in aula consiliare la discussione desiderosi di raccogliere garanzie da parte dell’assessore all’urbanistica, Bibiana Chierchia.

Speravamo ci fornisse, finalmente, qualche documento che attestasse il reale impegno per la ricerca dei fondi necessari all’eventuale acquisto, ristrutturazione e gestione del cinema-teatro. Auspicavamo che ci stupisse srotolando una tavola da cui spiccasse un progetto di riqualificazione, magari esteso anche all’area circostante.

E invece nulla! Si è palesato ancora una volta che siamo di fronte ad una battaglia ideologica utile a non perdere il consenso di tutti quelli che credono nel recupero dell’originario utilizzo dell’Ariston, niente di più. Sono oramai trascorsi all’incirca 10 anni da quando si cominciò a trattare con i proprietari per l’acquisto e la successiva ristrutturazione dell’edificio ma fino ad oggi nessuno ha mai messo nero su bianco una proposta, dimostrando di essere realmente interessato>.

Sull’arrivo delle sentenze da qui a qualche anno il consigliere pentastellato aggiunge:<Se al Consiglio di Stato il Comune avrà la peggio ci sarà poco da discutere. Tuttavia, se anche il giudizio fosse favorevole rimarrebbe la grossa incognita sul da farsi ed è per questo che si è chiesto al Consiglio comunale di esprimersi affinché si abbandonasse l’idea di recupero dell’Ariston qualora, dopo che il Tribunale si sia espresso, non fossero state individuate risorse finanziarie extra comunali per l’operazione.

Oggi è impensabile, dal nostro punto di vista, alla luce delle tante priorità con cui la città deve fare i conti, investire milioni e milioni di euro di risorse comunali (che comunque non ci sono) per questa idea che, seppur condivisibile, non riteniamo sia alla nostra portata. A tutti i consiglieri di maggioranza è stato proposto, in alternativa, di produrre un proprio documento in cui si dichiarasse politicamente corretto perseguire l’obiettivo anche attraverso risorse del Comune di Campobasso e, se del caso, ricorrendo all’indebitamento>.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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