VENEZIALE – Pronto soccorso in tilt, ma per Frattura la sanità molisana sta migliorando

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ISERNIA – “Il presidente della regione Molise afferma che con la sua azione e con quella della D’Innocenzo, stanno migliorando le condizioni della sanità molisana. Ormai in Italia c’è l’abitudine di procedere a narrazioni che non hanno alcuna attinenza con la realtà per cercare di far passare un film che non esiste”.
Ad affermarlo, dalla sua pagina Facebook, non è un novellino, ma un operatore navigato, uno che la sanità la vive quotidianamente e, soprattutto, dal di dentro.
Si tratta di Lucio Pastore, ex primario del pronto soccorso di Isernia, che da tempo denuncia i disagi che il reparto, sottorganico ormai da anni, sperimenta giorno dopo giorno. Gli ultimi episodi in ordine di tempo, nel pomeriggio di ieri.
Ripensavo alle parole del presidente – racconta Pastore – in una bolgia infernale di pazienti, accatastati su barelle, con il 118 che continuava a scaricare utenza, con due medici, due infermieri e un portantino, che dovevano assistere mediamente a 32 pazienti presenti nei locali del pronto soccorso ed altri che reclamavano in sala di attesa. Il collega medico usciva dal secondo turno di 12 ore fatto in due giorni per la mancanza di personale.
Si sono chiusi ospedali e reparti, con riduzione di posti letto, si è ridotto il personale nelle aree critiche, senza creare alternative territoriali. Le apparecchiature – lamenta il medico del Veneziale – sono sempre più obsolete, i sistemi informatici ci obbligano a trascorrere gran parte del tempo a digitare e non assistere i pazienti perché la finalità è quella di raccogliere dati non di facilitarci il lavoro. Per non parlare del degrado strutturale degli ambienti.
In queste condizioni, denunciate da molti anni e mai affrontate, è naturale che i pronto soccorso diventino delle bolge infernali. Poi, al primo incidente, qualcuno parlerà di malasanità, attribuendola agli operatori.
Con tutta l’esperienza di anni di lavoro vi assicuro che è impossibile aver presente la situazione sanitaria di 32 pazienti e la possibilità di assisterli adeguatamente in queste condizioni. Ma la narrazione del presidente è che tutto è migliorato, per cui i soldi possono essere indirizzati verso le strutture private come sta facendo, mentre destruttura il pubblico.
Spero che tutti i pazienti e parenti presenti nei nostri locali si ricorderanno di quello che hanno vissuto e verranno in supporto a questo racconto, altrimenti la narrazione idilliaca del tutto, magnificamente travolgerà noi e loro.
Tutto questo per trasformare il diritto alla salute in merce da cui trarre profitto…..”. Pastore ha, anche, chiesto ai vertici dell’Asrem nuovo
personale da dedicare almeno alla raccolta dati.
Ci andrebbe bene chiunque fosse in grado di farlo. Tuttavia, poiché i nostri sono dati sensibili, non possono essere affidati a chiunque. Sarebbe importante avere questo personale così noi, invece di perdere 3/4 del nostro tempo a digitare, potremmo dedicarci all’assistenza”.
A questo si aggiunge un altro problema: “il programma informatico – dice – potrebbe essere più leggero se non fosse finalizzato a big data”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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