SANITA’ – I precari fuori dalla stabilizzazione si appellano a Frattura e al manager Asrem

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CAMPOBASSO – La stabilizzazione del personale precario sanitario secondo quanto stabilito dalla nuova programmazione sanitaria per il 2017 sarebbe riferita soltanto all’area medica, paramedica e ad alcune figure co.co.co e co.co. pro. Resterebbero fuori, da quanto riferisce il Comitato autocostituito dei precari dell’Asrem quelli dell’area amministrativa,tecnica e informatica e di supporto all’area medica quali assistenti sociali e psicologi, figure che in tale ambito hanno lavorato per anni e che ora si troverebbero fuori dall’essere reinseriti nei contratti di lavoro con la Asrem.

Nella lettera appello inviata al presidente Frattura alla direzione regionale della sanità e al manager Asrem Sosto sottolineano che <nell’ambito delle previsioni riguardanti la stabilizzazione dei precari che hanno operato e che continuano ad operare da anni anche in questa nostra Regione, sopperendo ad esigenze obiettive e amministrative di funzionalità di servizi non sanitari, a causa del blocco del turn-over e della progressiva contrazione del personale dipendente per avvenute cessazioni dal servizio verificatesi negli ultimi anni.

Abbiamo appreso da notizie della stampa, dai servizi trasmessi dalle emittenti locali e da alcuni rappresentanti sindacali che nei Protocolli recentemente sottoscritti dalla Regione Molise, dalla ASReM e dai Sindacati, la tanto attesa stabilizzazione è rivolta al solo personale medico e sanitario a tempo determinato e a parte dei co co co e coco pro dell’area sanitaria escludendo i professionisti delle aree tecniche e amministrative del Comparto Informatico oltre le figure quali assistenti sociali e sociologi Vogliamo perciò portare alla Vostra attenzione e sensibilità, la nostra condizione di lavoratori che per diversi anni, in attesa dei provvedimenti di stabilizzazione, hanno assolto con impegno, continuità e con sacrificio attività comunque d’interesse e valenza nell’ambito dei servizi a supporto dell’apparato tecnico e amministrativo dell’Azienda Sanitaria, nell’ambito dell’organizzazione funzionale della stessa>.

Quindi aggiungono: <Da quanto ci è stato riferito la volontà attuale è quella di privilegiare solo gli ultimi assunti con profili sanitari nel periodo 2013-2016, in servizio al 28.12.2015 e chi lavorava nell’ottobre 2013, di escludere chi ha lavorato anche per oltre dieci anni nell’Azienda Sanitaria, chi ha partecipato alla precedente procedura di stabilizzazione – avendo i requisiti previsti nel relativo avviso pubblicato sul BURM, non portata a termine, chi oggi ha un contratto di collaborazione, conferitogli solo nel 2016, a causa di procedure di selezione avviate nel 2015 e solo in parte conclusesi dopo diversi mesi dall’insediamento delle commissioni preposte>.

Il Comitato autocostituito dei precari dell’Asrem precisa poi nella lettera:<La stabilizzazione del precariato oggi vede in Italia modalità attuative diverse in ogni regione e non sempre è tenuta in considerazione l’importanza delle risorse umane utilizzate negli ultimi anni, in tutte le forme di lavoro precario. In molte regioni la stabilizzazione è stata estesa a tutte le figure del comparto, sanitarie e non sanitarie, nella sola considerazione della tipologia contrattuale (Emilia Romagna, Puglia, Toscana ecc).

Ai fini del riconoscimento della propria condizione di lavoratore subordinato, molti di noi hanno avviato contenzioso innanzi al Giudice del lavoro nelle competenti sedi territoriali, assumendo con sacrificio l’onere delle relative spese processuali, pur di avere riconosciuto il diritto alla stabilizzazione, essendo rimasti inevasi tutti i tentativi esperiti con istanze e atti di significazione inviati alla Regione e alla ASReM, non avendo mai ricevuto alcun riscontro.

Attualmentemolti giudizi sono in fase istruttoria e alcuni sono maturi per la decisione>. Quindi gli 85 sottoscrittori della missiva chiedono, perciò, perciò che nella definizione degli accordi per la stabilizzazione del precariato e nelle procedure in fase di perfezionamento di questa Regione siano tenuti in considerazione tutti gli atti posti in essere dal 2001 ad oggi, con riguardo al personale precario, tutti i contratti atipici sottoscritti con Professionisti e Operatori per attività tecniche, informatiche, amministrative, per figure come assistenti sociali, psicologi e sociologi, fisioterapisti e logopedisti, posti in essere dalla Azienda Sanitaria nel corso degli anni, nelle forme contemplate dalla Direttiva 30 aprile 2007, n.7 delMinistero per le riforme e le innovazioni nelle Pubbliche Amministrazioni, riguardante anche l’obbligo di riserve in favore di soggetti con incarichi di collaborazione>.

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