COMUNE – Una mezza “rivoluzione” per l’allargamento della Giunta

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CAMPOBASSO – E’ caos a palazzo San Giorgio dopo il provvedimento di allargamento della Giunta comunale del sindaco Battista da sette a nove assessori. Durissime le reazioni sia nel centrodestra che nella maggioranza che sostiene il primo cittadino. Un provvedimento che viene ritenuto certamente non di buon senso politico in un momento di grave crisi amministrativa e finanziaria e di ristagno di una programmazione urbana che non è mai partita sebbene siano trascorsi già due anni e mezzo dalla ultime elezioni. Nel centrodestra le proteste sono durissime.

Questa mattina, presso la Sala Consiliare del Comune di Campobasso, in una conferenza stampa tenuta dai consiglieri della Coalizione Civica,  Francesco Pilone, Marialaura Cancellario, Michele Scasserra e Alberto Tramontano hanno denunciato con forza <i Decreti di nomina assessorile del Sindaco Battista che non solo smentisce se stesso e tutti i buoni propositi di “sobrietà” avanzati  in campagna elettorale, ma che conferma quell’atteggiamento spartitorio, dimostrato sin dall’inizio del suo mandato, per mettere a tacere malumori e divisioni all’interno della stessa compagine di governo comunale giunta al “giro di boa.

E’ assolutamente vergognoso – hanno aggiunto i quattro consiglieri che una città come Campobasso, di circa 50mila abitanti, possa avere una giunta a 9 membri, con un Consiglio Comunale composto da 32 unità, una sproporzione esagerata che non coincide con quella capacità amministrativa che invece andava dimostrata ed implementata sul tessuto urbano del Capoluogo. Si pensi a Bologna che con più di 370 mila abitanti ha gli stessi assessori di Campobasso. Si pensi a Firenze che con circa 360 mila abitanti ha 10 assessori, così come Venezia>.

Sul ritardo delle deleghe quindi non ancora assegnate aggiungono: <Il fatto stesso che le deleghe non vengano ancora assegnate, inoltre, la dice tutta su come il presupposto di fondo non sia quello di un’evidente riorganizzazione programmatica necessaria ad uno sviluppo della città capoluogo, soprattutto dopo il flop di parecchi settori (si pensi all’edilizia scolastica, all’urbanistica, alla mobilità cittadina, alla raccolta differenziata ancora al palo, al bando dei trasporti, allo sviluppo economico, alle politiche cimiteriali, all’impiantistica sportiva, al commercio fermo,…) ma sia legato ad una vera e propria logica spartitoria frutto di un’accozzaglia di partiti che hanno configurato la compagine di sostegno al candidato sindaco Battista!

Soprattutto – concludono Pilone Scasserra Tramontano e Cancellario –  in questa delicata fase, difficile e complessa per ciò che concerne, ad esempio, l’edilizia scolastica cittadina, è risultato inopportuno e insensato (come oltretutto sostenuto da altri esponenti della stessa coalizione di maggioranza) preoccuparsi dell’allargamento della giunta, quando sarebbe stato giusto, invece, dare risposte certe e concrete alle tante famiglie che aspettano interventi risolutivi per quanto riguarda la “Don Milani”, ed altri istituti… risposte che ancora non giungono e tarderanno, ne siamo convinti, ad arrivare>.

Un provvedimento definito, inoltre, poco rispettoso verso la gente della città e quindi costoso: <Un’ operazione che comporterà dei costi per le casse comunali di circa 70.000 €uro in più all’anno!!! E seppur il Sindaco ha asserito che l’effetto “maquillage” sarà a spesa zero (aspettiamo al più presto la delibera di giunta che rimoduli i costi mensili degli assessori) e cioè che il costo complessivo della giunta rimarrà invariato, aspettiamo che gli altri Assessori restituiscano i soldi percepiti finora in più…senza alcun risultato>.

E le acque sono agitatissime anche nel centrosinistra e quindi nel Pd che non hanno condiviso il provvedimento di Battista.  Qualcuno come Lello Bucci immediatamente ha abbandonato la commissione che presiede e perciò  la delega alla mobilità. Il consigliere del Pd ha ritenuto, infatti, l’atto del sindaco frutto di un’operazione di <irresponsabilità politica> che chiaramente lui non ha accettato mettendosi in una posizione che per il momento è equidistante dal vertice dell’Amministrazione valutando, perciò, attentamente da qui in avanti su quale strada e come procederanno le iniziative politico amministrative del sindaco. E a quanto sembra non è il solo scontento, i prossimi giorni potrebbero  rivelare altre situazioni di dissenso. Vedesi sulle criticità delle scuole locali sulla sistemazione delle quali a lunga scadenza non c’è alcuna certezza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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