COSTI DELLA POLITICA – Tagli a indennità e vitalizi mai voluti in Regione

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CAMPOBASSO – Hanno avuto qualche effetto le provocazioni lanciate ieri nel pezzo “Fuori i conti”. E Domenico Di Lisa ex consigliere regionale qualche anno fa a palazzo D’Aimmo nell’opposizione con il governo Iorio, appartenente chiaramente alla Sinistra probabilmente neppure del Pd, viene fuori e soprattutto ci  ricorda anzi ricorda visto che i suoi propositi e iniziative li abbiamo vissuti in Consiglio regionale e fuori da quest’ultimo. Rivolgendosi anche evidentemente verso chi vorrebbe difendere l’indennità e anticipa il NO al referendum, puntualizza:<I  sostenitori del SI al referendum costituzionale strumentalmente  incentrano, la campagna referendaria  sulla questione della riduzione dei costi della politica. La parola d’ordine è: la riforma prevede la riduzione del numero dei senatori, i nuovi senatori non percepiranno l’indennità, i consiglieri regionali non potranno percepire una indennità superiore a quella del sindaco del comune capoluogo di regione. Quello della riduzione dei costi della politica è oggi un tema sensibilissimo per l’opinione pubblica che, bisogna riconoscerlo spera di fare maggiori proseliti e di giocarsi l’esito del referendum>. Di Lisa ricorda quando nel 2003, e siamo testimoni di allora, presento la proposta di legge per dimezzare le indennità e abolire il vitalizio:<In tempi non sospetti, molto tempo prima che nascessero politicamente i “grillini” ed il “fiorentino”,  ho cercato di richiamare l’attenzione dei partiti, di sinistra in particolare, e degli schieramenti, sulla necessità di affrontare il problema. Quando Berta filava, la stessa società  era fondamentalmente indifferente alla questione. Era il 2003 quando in consiglio regionale presentai la proposta di legge per dimezzare le indennità ed abolire il vitalizio. Nel 2014 abbiamo raccolto seimila firme in calce alla proposta di legge per dimezzare le indennità dei consiglieri regionali del Molise.  Seimila firme cestinate dal Consiglio regionale in una manciata di minuti.> Lo abbiamo ricordato ieri nel pezzo New del direttore tutti i tentativi veri o finti iniziati e finiti in Consiglio regionale senza approdare a nulla.<Tra i consiglieri regionali che bocciarono la proposta di legge ci sono gran parte di coloro che sono schierati per il NO alla riforma costituzionale e che Renzi sbeffeggia, ed insieme a loro il Molise ed i molisani, sostenendo esplicitamente che sono contrari unicamente per conservare le loro prebende. Forse vale la pena ricordare a Renzi che gli stessi consiglieri schierati per il SI, tutti, Frattura in testa, votarono contro il dimezzamento delle indennità e che addirittura nel 2015, su proposta della Giunta, con la legge di bilancio è stato ripristinato il vitalizio. Se un obiettivo della riforma fosse  quello della riduzione dei costi e soprattutto dei privilegi, ed io lo ritengo importante per riavvicinare gradualmente il cittadino alla politica, chi ha impedito a Renzi e al Parlamento, che ha approvato la riforma, di ridurre immediatamente gli emolumenti di deputati,  senatori e consiglieri regionali con legge ordinaria? E perché non dimezzare anche il numero dei parlamentari per ridurre in modo consistente  i costi? Perché dovremmo dare credito a quei parlamentari, e consiglieri regionali, che finora non si sono tagliati un centesimo di emolumenti?>. Ai senatori comunque rimarranno rimborsi e trasferte.<Non c’era e non c’è bisogno di stravolgere la Costituzione – conclude Di Lisa –  per ridurre le indennità e i privilegi della politica. C’erano e ci sono strumenti più efficaci e rapidi.  E’ mancata la reale volontà di farlo. Non si combattono i moscerini con i cannoni. Né ha fondamento l’obiezione di chi sostiene che con legge ordinaria non si poteva mettere mano alle indennità dei consiglieri regionali. Il decreto Monti, convertito in legge,  mise  mano alle indennità. Con legge ordinaria è stato ridotto il numero dei consiglieri.> Sebbene la Riforma punti a ben altro e non solo alla riduzione dei costi e privilegi della politica, Di Lisa suggerisce:<Comunque, proprio per spuntare le frecce nell’arco di Renzi mi permetto di dare un suggerimento a quei consiglieri regionali, e mi pare siano numericamente in maggioranza, che si oppongono alla riforma costituzionale. Per smentire Renzi, fugare legittimi dubbi, dare credibilità al loro impegno per la campagna per il NO, immediatamente, prima del referendum, presentino e possibilmente approvino, è possibile farlo, una proposta di legge che preveda gli stessi emolumenti previsti nella riforma costituzionale, comprensivi di rimborso spese. Sfidino Frattura ed i consiglieri schierati per il SI a fare altrettanto. Se non riuscissero ad approvarla prima del 4 dicembre, si impegnino pubblicamente e solennemente ad approvarla entro il 2016 anche e soprattutto se vincesse il NO>.                                                          Aldo Ciaramella

 

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