
ISERNIA – Riceve la lettera di invito della Regione Molise per eseguire il programma di screening obbligatorio per il tumore della mammella. L’appuntamento per la mammografia viene fissato presso l’ospedale di Isernia. Giunta in orario, però, una donna isernina ha trovato una amara sorpresa. Avrebbe dovuto effettuare l’esame all’ingresso del pronto soccorso, senza alcuna riservatezza. In un camper.
“Ho saputo – racconta in un post su Facebook – che l’esame in questione non poteva essere eseguito dentro la radiologia, perché il personale del medesimo reparto ha scritto una lettera informando chi di dovere: “che per il troppo lavoro e l’esiguo personale non potevano effettuare le mammografia del progetto preventivo obbligatorio della Regione”.
Il mammografo mobile era posizionato nei pressi dell’ingresso del pronto soccorso e la sala di attesa sarebbe stata il parcheggio antistante. La donna, amareggiata, ha preferito tornare a casa e sottrarsi a un’attività di prevenzione, fondamentale per le donne di una determinata fascia di età.
“Sono indignata del trattamento riservato alle donne che effettuano un esame di importanza vitale, dove la riservatezza e la dignità sono di primaria importanza! Sono inorridita che qualcuno che si occupa di sanità – commenta – “partorisce” simili idee”.
Ricordiamo che le attività programmate di screening mammografico, colorettale e cervicale rientrano nei livelli essenziali di assistenza (LEA).
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