CAMPOBASSO – “Corruzione ieri oggi e domani” lezione all’Università del Molise del Presidente dell’Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo. Volto notissimo tra i Magistrati componente del pool di Mani pulite unitamente a Di Pietro Borrelli e Colombo. Prima del dott. Davigo sono intervenuti il rettore Gianmaria Palmieri, il procuratore generale presso la Corte d’Appello Guido Rispoli che ha sottolineato come il Molise pur essenso un’area non a rischio è necessario essere molto vigili in alcuni settori, vedi la sanità, quindi Rossana Iesulauro presidente della Corte d’Appello di Campobasso, Deetrio Rivellino presidente dell’ordine degli avvocati di Campobasso e Michele della Morte dell’Unimol.
Un racconto, quindi, del dott. Davigo che ha toccato sinteticamente il suo percorso professionale e quindi giudiziario soprattutto nel campo e quindi nella lotta alla corruzione da Tangentopoli ai casi dell’attualità. Abbastanza chiari i suoi riferimenti ai colletti bianchi che in Italia non finiscono in galera o in minima parte: lo 0,4% contro una media europea del 4 per cento, spiegando bene che l’osservazione su quanto in questo campo va fatta al legislatore e non a lui. Riferendosi poi al maxiprocesso della Parmalat e al legame tra corruzione e criminalità, il dott.
Davigo si è riferito alle 45 mila vittime di quel processo e altrettanti parti civili al paradosso di questo fiume di gente e ai risparmi di quelle 45 mila vittime che hanno visto bruciarsi i risparmi di una vita. Risparmi, facendo un esempio, che una signora mai si permetterebbe, secondo Davigo, di portare a spasso nella sua borsetta che se fosse sottratta con scippo, quindi, non li conterrebbe mai. Nessun commento il presidente dell’Anm ha fatto sul Referendum e sull’arresto di un giudice avvenuto in Sardegna. Chiarendo di non conoscere il caso ha comunque commentato che tra i magistrati se viene scoperto un ladro quest’ultimo va in galera.
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