CATTOLICA – Senza ravvedimenti si riconferma inevitabile la chiusura

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CAMPOBASSO – Cinque milioni di euro negli ultimi due anni, un taglio inesorabile che la Cattolica considera quasi un accanimento e che quindi costringerebbe la struttura biomedica di contrada Tappino a chiudere i battenti da subito dal 1° gennaio poichè sarebbe impossibile ripianare un Bilancio a pochi giorni dalla sua chiusura e perciò salvare i posti di lavoro. Come evidenzia la Fondazione Giovanni Paolo II dall’analisi dei decreti dal 2012 al 2016 balza con evidenza inconfutabile come la stessa struttura molisana abbia avuto un taglio costante:

RIEPILOGO DIFFERENZE* 2016 vs 2012

ASSISTENZA OSPEDALIERA (Ricoveri) Molisani Fuori

Regione

TOTALE
FONDAZIONE G.P. II – 1.804 – 1.209 – 3.013
NEUROMED + 369 – 1.995 – 1.626
ALTRI PRIVATI ACCREDITATI – 650 – 337 – 987
TOTALE – 2.085 – 3.541 – 5.626
* Importi  in migliaia di euro  

                                      

                                          (Fonte dati: DCA n. 33/ 2013 – DCA n. 79/2015 – DCA n.63/2016)

Il taglio, rileggendo i decreti, è di 3,013 milioni di euro negli anni che vanno dal 2012 al 2016 per i ricoveri; un record assoluto nella realtà molisana cui si aggiunge un taglio di altri 2,092 €mil, nella specialistica dal 2012 al 2016:

RIEPILOGO DIFFERENZE* 2016 vs 2012

ASSISTENZA SPECIALISTICA

AMBULATORIALE

Molisani Fuori

Regione

TOTALE
FONDAZIONE G.P. II – 1.450 – 642 – 2.092
NEUROMED + 1.263 – 738 + 525
ALTRI PRIVATI ACCREDITATI – 223 – 427 – 650
TOTALE – 410 – 1.807 – 2.217
* Importi  in migliaia di euro  

                                      

                                        (Fonte dati: DCA n. 34/ 2013 – DCA n. 79/2015 – DCA n.63/2016)

 

TOTALE: oltre 5 milioni di euro a una sola struttura !!

Le tabelle sono prese dai decreti regionali e quindi non si possono prestare a interpretazioni di parte o diverse.

Si deve precisare che negli anni 2012, 2013 e 2014 la regione ha applicato la spending review a tutti. Questo è un criterio che non ammette discussioni, infatti le percentuali sono state “ex legem” di 0,5%, 1% e 2%, quindi sostenibili.

Ma nel 2015 la spending non è stata più applicata a nessuno, eccetto che a noi. Infatti l’unica struttura che ha pagato il conto di un taglio ARBITRARIO, non giustificato, non motivato, ma solo imposto, è stata la Fondazione che ha subito una decurtazione di €mln 1,766, mentre agli altri sono stati fatti delle integrazioni (siamo contenti per loro, ma pretendiamo che qualcuno ci dia delle motivazioni valide, che si spieghi ai nostri lavoratori,  perché a noi e solo a noi ??).

DIFFERENZE* 2015 vs 2014

ASSISTENZA SPECIALISTICA

AMBULATORIALE

Molisani Fuori

Regione

TOTALE
FONDAZIONE G.P. II – 1.231 – 535 – 1.766
NEUROMED + 1.526 – 81 + 1.445
ALTRI PRIVATI ACCREDITATI – 40 – 51 – 91
TOTALE + 255 – 667 – 412
* Importi in migliaia di euro  

                                            

                                        (Fonte dati: DCA n. 34/ 2013 – DCA n. 79/2015)

 

Programma Operativo Straordinario 2015 – 2018

Dotazione dei Posti Letto per Struttura Dotazione Attuale Dotazione Futura Varia-zione
FONDAZIONE G.P. II – Campobasso + 130 + 105 – 25
I.R.C.C.S.  Neuromed – Pozzilli (IS) + 145 + 145          –
VILLA MARIA – Campobasso + 40 + 40          –
VILLA ESTHER – Boiano (CB) + 74 + 70 – 4
TOTALE + 389 + 360 – 29

                                       (Fonte dati: Allegato 1 – POS 2015-2018)

È evidente, come si desume dalla precedente tabella, che il taglio della dotazione futura dei posti letto, contenuta nel Programma Operativo Straordinario 2015-2018, colpisce maggiormente la Fondazione “Giovanni Paolo II”.

Che nessuno ci parli di programmazione sanitaria, perché questi tagli sono avvenuti a dicembre 2015 e a fine novembre 2016, cioè a fine anno, quando la struttura ha già fornito ai cittadini le prestazioni nel rispetto del contratto vigente e quindi delle indicazioni della regione. Ancora più grave e inspiegabile che tali tagli sono stati fatti mentre le parti, Regione e Fondazione, discutevano della integrazione tra il Cardarelli e la Fondazione.

Che nessuno ci parli di sacrifici equamente distribuiti – le tabelle non lasciano dubbi – perché non esiste un criterio e non è evidenziato in nessun atto amministrativo; di questo i nostri lavoratori chiederanno conto, anche perché fino a oggi la Fondazione ha attuato tutte quelle forme di riorganizzazione per raggiungere e mantenere l’equilibrio di bilancio, anche con le decurtazioni subite fino all’anno 2015. Tutto ciò senza mai ricorrere a licenziamenti, ma l’ultimo colpo è inaccettabile.

I numeri parlano chiaro, sono inesorabili, sono scritti, decretati con spietata regressione, con accanimento scientifico, ma nonostante ciò rimane ancora un po’ di tempo, pochissimo per la verità, per provare a ritornare ai tempi del dialogo, magari serrato, ai tempi in cui qualcuno sperava di portare a termine l’integrazione. Se da parte della regione ci fosse ancora la volontà di una inversione di tendenza, si potrebbero, prima della fine dell’anno, reperire quelle risorse necessarie a non perire, a continuare nella difficile integrazione pubblico/privato che rappresenta la salvezza di tutto il sistema sanitario regionale, quella integrazione che noi vogliamo ancora perseguire, come azienda sanitaria sana e capace di garantire servizi di qualità e di eccellenza, con l’unico vincolo dell’equilibrio pluriennale di bilancio al quale si può arrivare solo in seguito a manovre diverse da quelle storicamente portate avanti di anno in anno, fino ad oggi.

Se non ci sarà nei prossimi giorni un provvedimento amministrativo adottato e immediatamente efficace in controtendenza ai decreti suesposti, non serviranno rassicurazioni né dichiarazioni  verbali, o a mezzo stampa, perché chiunque  legge i dati sopra esposti capisce immediatamente che nessuna altra soluzione è compatibile con la sopravvivenza della Fondazione.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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