
CAMPOBASSO – Scuole sicure, trasferimenti e spostamenti da una scuola all’altra, un gioco a scacchi che nel capoluogo regionale getta solo ombre sullo stato di sicurezza delle scuole e sulla loro effettiva vulnerabilità. E di oggi altro provvedimento sindacale che potrebbe interessare nelle prossime ore la mobilità studentesca.
Annunciata dallo stesso sindaco Battista nella convocazione della Commissione lavori pubblici voluta dal consigliere di opposizione Francesco Pilone, prevede il trasferimento degli alunni della Don Milani al Manzù di via Scardocchia. Questi ultimi, seguite bene, migrerebbero alla scuola D’Ovidio di via Roma nell’ala, pare, più sicura adeguata a suo tempo da quello che viene riferito, da lavori pertinenti, mentre alcune classi della D’Ovidio andrebbero nel plesso di via Gorizia.
In via Scardocchia al Manzù si creerebbe, così facendo, un Polo scolastico di quartiere ben inserito nel tessuto urbano della zona e quindi collegato al meglio ai servizi necessari per la presenza di tanti scolaretti. I Dubbi. Intanto protestano per tale soluzione i genitori e ovviamente gli alunni dell’Artistico. In una lettera aperta arrivata anche a palazzo San Giorgio ritenendo ingeneroso sottrarre una scuola, inaugurata qualche anno con tanto di strombazzi istituzionali e taglio del nastro da parte di Battista, a scolari che confidavano di aver trovato dopo 40 anni di attesa una giusta e idonea sede.
I genitori meravigliati si chiedono come mai solo oggi ci si è accorti della vulnerabilità delle scuole e protestano dello sfratto dei loro figlioli verso il centro della città. Ovviamente il Manzù è una scuola sicurissima costruita con tutti i scrismi e secondo le ultime normative antisismiche, quindi più che lo sfratto dovrebbero bacchettare un trasferimento in altro plesso scolastico dove ovviamente già occupato da altre classi si crede possa esserci la certezza dell’adeguamento antisismico. Qui spetterà a palazzo San Giorgio dare tutte le dovute garanzie.
Naturalmente il sindaco che probabilmente avrebbe dovuto impostare da subito sin dall’inizio del suo mandato una programmazione di edilizia scolastica e quindi riconfigurare un piano di costruzione o di ricollocazione logistica nuova e moderna alle scuole della città, quelle con le carte non in regola, ha risposto alla Commissione e agli interroganti consiglieri che il Comune ha in previsione un finanziamento di fondi statali e regionali di circa 11 milioni di euro e di un’idea progettuale di polo scolastico a Vazzieri dove è la Don Milani per un intervento di 4-5 milioni di euro che potrebbe rimodellare e riconsegnare ad una parte della città una nuovissima cittadella scolastica di quartiere.
Progetti bellissimi, lunghi il cui compimento è nel conto di anni. Ora i Comitati di genitori vorrebbero soluzioni sicure e tempestive. Intanto il 15 gennaio è vicino e il popolo dei doppi turni non offre altre tregue
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