GOVERNO – Gentiloni ha giurato, oggi la prova di fiducia alla Camera

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POLITICA – Il neo Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni trasloca ufficialmente dalla Farnesina a Palazzo Chigi. Ieri sera, infatti, il nuovo Governo ha giurato. Azzeccati la maggior parte dei pronostici riguardo la sua composizione che vede come Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, riconfermati Marianna Madia alla Semplificazione, Roberta Pinotti alla Difesa, Andrea Orlando alla Giustizia, Pier Carlo Padoan all’Economia, Carlo Calenda allo Sviluppo Economico, Giuliano Poletti al Lavoro, Gian Luca Galletti all’Ambiente, alle Politiche Agricole Maurizio Martina, ai Beni Culturali Dario Franceschini, Beatrice Lorenzin alla Salute, Enrico Costa agli Affari Regionali. Nuovi incarichi, invece, per Angelino Alfano che prende proprio il posto di Gentiloni agli Esteri, Anna Finocchiaro alle Riforme e a Rapporti col Parlamento, Marco Minniti all’Interno, Luca Lotti allo Sport, Claudio De Vincenti alla Coesione Territoriale e a Mezzogiorno, Valeria Fedeli all’Istruzione.

Dopo la cerimonia di passaggio di consegne con la Campanella che passa da Matteo Renzi a Paolo Gentiloni, l’ex Premier ha anche consegnato simbolicamente la felpa con la scritta Amatrice, donatagli dal sindaco Sergio Pirozzi. Questo come monito, per affrontare e cercare di risolvere i problemi che ancora affliggono le popolazioni del centro Italia, colpite duramente dalle scosse registrate dal 24 agosto in poi. Come Gentiloni stesso ha detto durante il suo primo discorso, il “nuovo Governo proseguirà nell’azione di innovazione svolta fin qui dal Governo guidato dal Presidente Renzi e si adopererà per trovare le nuove regole per la legge elettorale”. Giovedì prossimo, quindi, il neo Presidente del Consiglio potrebbe andare al Consiglio europeo nel pieno dei suoi poteri.

Denis Verdini  adirato in quanto nessun esponente del suo gruppo parlamentare ha avuto degli incarichi, ha annunciato che “non voterà la fiducia ad un Governo intenzionato a mantenere uno status quo”, quindi Ala passa all’opposizione. Al Senato, perciò, mancheranno i 18 voti del gruppo verdiniano, il che potrebbe pesare (ci si aspettano 172 voti su 320, sufficienti per la fiducia a meno che qualcuno non dia forfait all’ultimo minuto). Il Movimento 5 Stelle, intanto, attraverso Beppe Grillo fa sapere che “resterà fuori da un Parlamento finto”, una sorta di Aventino dei giorni nostri quindi. Gli fa eco Luigi Di Maio che dice “Non andremo in aula a votare un Governo fantoccio”. Forza Italia promette “un’opposizione senza sconti”, Matteo Salvini conferma i gazebo in tutte le piazze italiane per il prossimo weekend dove raccogliere le firme affinché si voti immediatamente.

Speriamo innanzitutto che il nuovo Governo punti seriamente allo sviluppo del Mezzogiorno dando priorità al lavoro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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