CAMERA DI COMMERCIO – Paventata soppressione della sede, Veneziale rassicura: “Nessuna vendita dell’immobile”

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ISERNIA – Un incontro bipartisan per la salvaguardia della sede della Camera di commercio di Isernia è stato organizzato, questa mattina, presso la sala consiliare del Comune di Isernia. Promotore dell’iniziativa l’assessore al lavoro Pietro Paolo Di Perna.

“La nostra Città è stata depredata della Sanità, dell’Università, ora dobbiamo riuscire a fare il possibile per scongiurare la soppressione della sede camerale isernina”, ha affermato l’assessore Di Perna, proponendo un documento, sottoscritto da minoranza e maggioranza, a tutela del presidio.

All’incontro erano presenti oltre agli amministratori, Di Schiavi del sindacato CSA, il presidente della Provincia Lorenzo Coia, l’assessore regionale Carlo Veneziale, e i dipendenti dell’Ente camerale che temono il proprio trasferimento a Campobasso o Termoli.

A far suonare il campanello d’allarme la notizia della messa in vendita dell’edificio di corso Risorgimento, i cui costi di gestione si aggirano sui 20 mila euro annui.

Una cifra irrisoria che non giustificherebbe in alcun modo la “svendita” dell’immobile e creerebbe disagi non solo ai dipendenti, costretti a sopportare i costi di viaggio per recarsi nel capoluogo di regione, ma anche alle tante aziende che si vedrebbero private di servizi essenziali sul territorio.

“Quello che chiediamo – hanno ribadito i lavoratori- è il supporto da parte delle Istituzioni e della politica perché la provincia di Isernia venga tutelata. Questo è solo un segnale di un disegno più ampio. Ora stanno smantellando i servizi camerali, domani toccherà ad altre strutture.

Isernia sta morendo, i nostri figli saranno costretti ad andare via, diventerà una città di anziani.

Il percorso di accorpamento delle due Camere di Commercio, in un unico Ente camerale del Molise -hanno ricordato – è stato fatto volontariamente, lasciando la sede secondaria di Isernia. Rispetto al decreto di riforma e al progetto nazionale di razionalizzazione siamo già molto avanti”.

Sotto accusa la mancata volontà politica di mantenere i servizi nella provincia. “Le attività di formazione sono già state trasferite a Campobasso – hanno lamentato gli impiegati – le aziende, vista la distanza, rinunciano a partecipare ai percorsi di internazionalizzazione o ai corsi di formazione, si rischia così l’appiattimento delle imprese”.

Una delle voci circolate negli ultimi giorni, ovvero l’intenzione di vendere la sede per fittare nuovi spazi in via Berta, nel Palazzo della Provincia, è stata smentita dal presidente Lorenzo Coia: “Non ci è mai stata fatta richiesta di disponibilità ufficiale -ha fatto sapere – in passato se ne era parlato con il presidente Spina e con Frattura, per garantire la presenza del presidio di Isernia, ma l’iniziativa non si è mai concretizzata”.

Anche l’assessore regionale Carlo Veneziale ha rassicurato: “Il tema della soppressione della sede di Isernia non è all’ordine del giorno, nessuno lo paventa, nessuno lo ipotizza, non se ne è mai parlato. L’ipotesi era solo quella del trasferimento – ha rimarcato -ma è stata esclusa.

Se la Camera di Commercio eroga dei servizi e il trasferimento di questi servizi a Campobasso crea dei disservizi alle imprese, è di questo che dobbiamo ragionare con la governance per trovare una soluzione e ridare alla sede isernina la vitalità che aveva una volta”, ha poi aggiunto l’assessore, che non ha negato l’esigenza di una razionalizzazione dei costi.

“La Camera di Commercio del Molise ha la necessità di far quadrare il proprio bilancio, bisogna trovare soluzioni affinché si garantiscano i servizi, ma si taglino le spese superflue. L’ipotesi di vendere l’immobile è stata al momento scartata”.

Un’idea per assicurare alle casse dell’ente qualche entrata, i dipendenti già ce l’avrebbero.  “Sappiamo di essere sovradimensionati. Potremmo stringerci in alcuni spazi dell’immobile per far fruttare le aree non utilizzate, affittandole a imprese e aziende per il coworking”.

Grandi assenti, oltre al presidente Spina, non invitato ufficialmente, le associazioni di categoria, come ha sottolineato Pasqualino Piersimoni, ex presidente dell’Ente: “Dovrebbero essere loro le prime a difendere la Camera di Commercio, sono proprio le aziende che, negli anni, hanno usufruito dell’importante assistenza  della struttura camerale”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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