CAMPOBASSO – Il Basso Molise esce fortemente penalizzato nella riconfigurazione sanitaria portata avanti con i nuovi Piani operativi e l’approvazione dell’Atto aziendale.
Lo sostiene il consigliere regionale capogruppo del Pd Francesco Totaro che stigmatizza sull’arretramento prodotto al “Vietri” di Larino che diventa ospedale di Comunità, un’unità di degenza infermieristica e del San Timoteo che sarà un ramo dell’Ub del Cardarelli di Campobasso: < Nell’ambito dell’offerta sanitaria regionale – precisa Totaro – il basso Molise esce fortemente ridimensionato, penalizzato rispetto alla nuova mappa sanitaria e che vede il centro e l’alto Molise far da padrone con ben tre ospedali pubblici (il Cardarelli, il Veneziale il Caracciolo di Agnone) e ben 5 strutture private accreditate: Villa Maria a Campobasso, Villa Esther a Bojano, la Gea Medica di Isernia, il Neuromed a Pozzilli e la Fondazione Giovanni Paolo II a Campobasso.
Una scelta, quella definita dal Governatore e commissario ad acta per la sanità, Paolo Frattura che,ribadiamo,penalizza ulteriormente il territorio bassomolisano e che potrebbe creare disagi ulteriori per la popolazione su di una materia così importante come la salute>.
Quindi di fronte a tali posizioni ormai prese come scelte definitive, Totaro aggiunge che: <Come rappresentante di questo territorio sento il dovere, prima ancora che politico, morale di oppormi a tale riconversione e lo farò nelle sedi opportune come la quarta commissione consiliare e in consiglio stesso, in quanto questo territorio, peraltro privo anche di una sanità privata (ricordo la mia proposta di trasferire nel complesso ospedaliero frentano la Fondazione Giovanni Paolo II) si troverà nelle condizioni di non poter soddisfare al meglio la richiesta di assistenza della popolazione soprattutto riguardo alle acuzie.
Infatti, in funzione della riconversione al Vietri, come al ‘Santissimo Rosario’ di Venafro, non saranno più erogate prestazioni di assistenza ospedaliera per le acuzie, e vi saranno soltanto ricoveri temporanei per quei pazienti per i quali non sia rappresentabile un percorso di assistenza domiciliare. Pur favorevoli all’apertura al Vietri della nuova Unità a Degenza infermieristica gestita da infermieri 24 ore su 24, non possiamo non rimarcare come l’ospedale frentano era da considerare fiore all’occhiello della sanità molisana e la sua interazione con il San Timoteo di Termoli riusciva a garantire risposte sanitarie di efficienza e di efficacia.
Così come riconvertito determinerà che per questa parte di Molise esisterà un solo ospedale pubblico, il San Timoteo di Termoli, che si troverà a dover dare, come del resto sta già accadendo, risposte sanitarie ad una popolazione che rappresenta un terzo di quella molisana, con il rischio concreto di creare lunghe liste di attesa inconciliabili con le esigenze di assistenza specie durante i mesi estivi quando la popolazione cresce in maniera esponenziale>.
© RIPRODUZIONE RISERVATA













