
ISERNIA – Il presidente della Provincia Lorenzo Coia non ci sta a passare per il “liquidatore” che manda a casa i lavoratori.
Botta e risposta tra il Comitato degli ex cantonieri e il vertice di via Berta che contesta le dichiarazioni del portavoce Emilio Izzo: “Nel corso di questa vertenza, durata oltre sei mesi, abbiamo consentito tutte le forme di manifestazione del dissenso possibili ed immaginabili, con incontri, sit in, occupazioni, presidi, ordini del giorno nei consigli comunali.
Io stesso ho partecipato a più di sei incontri con i lavoratori, col Prefetto, col Vescovo, con i sindaci della Provincia, nell’interesse comune di trovare una condivisibile e percorribile via di soluzione al dramma di 35 famiglie isernine.
In ultimo ho chiesto conforto alla Corte dei Conti, sulla possibilità di proroga di detti contratti, stante la diffida della Funzione Pubblica, dei reiterati rilievi della stessa Corte in occasione dei bilanci 2013,2014, 2015 ed alla nomina di un magistrato contabile per la verifica di nullità delle proroghe, giusta segnalazione del collegio dei revisori dei conti dell’Ente. Richiesta di parere respinta per ovvi motivi di conflitto con i procedimenti in itinere.
Per chiudere definitivamente la questione, su invito dei rappresentanti dei lavoratori interessati, ho inviato al sindacato CSA, una nota a firma anche dei responsabili dei servizi interessati, con la quale si ribadiscono gli impedimenti di carattere normativo e finanziario che impediscono il rinnovo dei contratti a termine.
E’ appena il caso di citare che i 35 lavoratori hanno, in corso, un giudizio pendente presso il Giudice del Lavoro per la proroga del contratto interrotto a marzo 2016, con conseguente riconoscimento del rapporto di stabilizzazione e/o risarcimento danno che, nel caso di nullità dei contratti stessi, comporta responsabilità erariale per coloro che li hanno autorizzati”. In poche parole, il presidente avrebbe fatto di tutto per salvaguardare quei posti di lavoro, ma a vincere sarebbe stata la spending review.
In merito alla annunciata manifestazione del 25 dicembre presso la sua abitazione, Coia sbotta: “Premesso che ho dimora di fronte alla Questura di Isernia, per cui eventuali manifestazioni non sfuggono alle forze dell’ordine, mi permetto di suggerire al portavoce del Comitato, ed ai suoi collaboratori solidali, che non tollererò ingerenze di sorta nella mia sfera privata di vertenze di carattere politico o sindacale.
Qualora ritenessero opportuno manifestare presso le sedi delle istituzioni o “del potere” come più le aggrada, facciamo pure, ma tenessero fuori dalle manifestazioni di dissenso la vita privata degli individui, la misura è colma.
In caso di perseveranza mi vedranno costretto a segnalare all’autorità giudiziaria eventuali reati di stalking o di violazione della privacy perseguibili per legge”.
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