
SCAPOLI – Oltre 250 le presenze registrate, ieri pomeriggio, al Presepe vivente, organizzato dalle Parrocchie di Scapoli e Castelnuovo al Volturno.
A certificare la cospicua presenza di visitatori sono stati i censori che hanno raccolto i dati per il censimento. Il loro posto di lavoro è stato ricostruito nel centro storico di Scapoli, insieme alle altre scene principali della Natività.
Qui, chiunque arrivava era obbligato a fermarsi e registrarsi, come accadde più di 2000 anni fa, nella Giudea di Gesù.
Ad accompagnare il pubblico nel borgo dell’antica Betlemme, riprodotta nel cammino di ronda del Palazzo Baronale, il suono delle zampogne, strumento tipico del paese, e i tanti figuranti impegnati nella rappresentazione.
La Natività ha, infatti, coinvolto l’intera cittadinanza e oltre 100 attori tra mercanti di tappeti, di stoffe, botteghe artigiane e di prodotti tipici: dallo scalpellino al fornaio, dai pastori con pecore e agnelli ai centurioni, posti a difesa dell’ingresso della Città.
Una cura e un’attenzione nei particolari hanno caratterizzato il percorso, ricostruito nel dettaglio, nelle strette stradine del paese: il tempio, la corte di Erode, le nozze di Cana, e le tappe principali del viaggio degli sposi Giuseppe e Maria, giungendo fino alla mangiatoia, in piazzetta Casile.
Nella capanna, ad accogliere lo spettatore, la Sacra Famiglia: il bambinello, interpretato dal figlio di pochi mesi del sindaco di Pizzone, Letizia Di Iorio.
Proprio la prima cittadina del paese limitrofo ha recitato nei panni di Maria, mentre il compagno in quelli di Giuseppe.
Una giornata, quella di Santo Stefano, che ha emozionato i visitatori, regalando ai partecipanti uno spettacolo di particolare interesse e suggestione, reso ancora più speciale dalla bellezza dei luoghi, circondati dalle Mainarde, e dall’impegno collettivo dell’intera comunità.
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