AGNONE – Il sindaco Lorenzo Marcovecchio vuole vederci chiaro. È per questo che ha chiesto ed ottenuto, nel pomeriggio di oggi, un incontro urgente con il presidente della Regione Molise Paolo di Laura Frattura.
Che fine farà – vuole sapere il primo cittadino – il centro dialisi dell’ospedale Caracciolo? Ad oggi, con un solo nefrologo a disposizione, la struttura accoglie 18 pazienti dell’Alto Molise e del vicino Abruzzo. O meglio 17, da ieri.
Una donna abruzzese, infatti, sottoposta a dialisi ad Agnone, ma costretta a viaggiare fino ad Isernia, perché il servizio in Alto Molise è stato sospeso per alcuni giorni, è deceduta durante il tragitto. L’unico medico, ad Agnone, era in ferie.
La 65 enne, spedita ad Isernia, stava ritornando a casa dopo la seduta di dialisi al Veneziale.
Cause naturali, hanno detto i medici. Niente a che vedere con la terapia a cui la donna era sottoposta. Certo è che la salma ora è a disposizione della autorità giudiziaria.
Qualunque sia il motivo del decesso, causa naturale o eccessivo stress per sottoporsi alle cure salvavita, non si può negare che il problema della carenza di personale negli ospedali del Molise è sotto gli occhi di tutti. E dal Caracciolo al Veneziale, dal Ss. Rosario al Vietri, i disservizi sono ormai all’ordine del giorno.
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