
ITALIA – Sono passati già 15 anni da quel 1 gennaio 2002, quando gli italiani salutavano la lira per fare posto alla moneta unica che, ad oggi, accomuna 19 stati dell’Unione Europea. Nostalgia a parte, è giusto ricordare che il progetto si sviluppò grazie al Trattato di Maastricht del 1992 (quello dei famosi rapporti deficit/Pil al 3% e debito/Pil inferiore al 60%), ma già sul finire degli anni ’70 esisteva una moneta “virtuale” europea.
Una volta adottata, iniziarono subito i problemi per gli italiani. Secondo i dati del NENS (Nuova Economia Nuova Società), infatti, i prezzi dei prodotti, per vari motivi, iniziarono a salire. Se prendiamo ad esempio il costo di un caffè al bar, si è passati dalle 900 lire ai 90 centesimi di euro di media, ma il rincaro più alto c’è stato per la pizza margherita (da 6.500 lire ai circa 7,50 euro…il 123% in più!). Anche il costo per l’elettricità ha subito un impennata del 50% passando dalle circa 674mila lire agli attuali 498 euro.
Fortunatamente, però, in alcuni settori tra cui quello dell’elettronica, grazie allo sviluppo tecnologico, alla concorrenza e al maggior utilizzo dei siti di e-commerce, i prezzi si sono abbassati di molto. Adesso costa meno, infatti, comprare un telefono cellulare, una televisione o una fotocamera digitale di buona qualità. Anche il Canone Rai quest’anno costerà meno che nel 2002.
Inoltre in questo momento stiamo godendo di un periodo di deflazione (diminuzione del livello generale dei prezzi), il che in parte è una buona notizia per i consumatori, ma resta il problema della crescita e della domanda debole, tutto questo fa diminuire anche i guadagni delle aziende.
Insomma, tra le critiche e gli apprezzamenti oggi farebbe comodo ricordare ai nati dopo il 2000, che una volta la lira aveva un fascino tutto suo, anche solamente comprare un ghiacciolo ti faceva sentire “importante”. E pure (per le generazioni passate) andare a comprare un po’ di “Tozzabancone” ti cambiava la giornata.
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