VISITA – Gianni Spina un tratto radioso di emigrazione molisana

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CAMPOBASSO – E’ senz’altro una bella storia quella che ci ha girato Franco Spina segretario organizzativo regionale della Cgil vissuta anche e soprattutto da lui visto le origini comuni di parentela con l’ospite conosciuto oggi e accolto per la prima volta nella sua vita. La storia si riferisce a quella di Gianni Spina simbolo della laboriosità e dell’attaccamento alla propria terra e simbolo di una tracciabilità territoriale di grande prestigio. Nato a Cercemaggiore, 66 anni fa a 20 anni lasciò il Molise per studiare a Roma dove vinse un concorso per il Ministero degli Esteri e da qui la carriera nelle sedi consolari e ambasciate.

In Argentina soprattutto dove si trovò tra le mani il caso di Padre Tedeschi trovato martoriato a La Plata un fascicolo con tutte le informazioni e gli articoli di stampa su quel brutale assassinio e su tutti i desaparecidos di origine italiana di una provincia sconfinata che andava dai sobborghi di Buenos Aires a Mar del Plata sull’Oceano Atlantico. Gianni Spina si è soffermato ieri a Campobasso nella sede quindi della Cgil e dell’Associazione “Giuseppe Tedeschi” dove ha tratteggiato la storia di emigrazione della sua famiglia, nata con il nonno Michele che agli inizi del Novecento insieme a tanti molisani lavorava con un contratto stagionale nella raccolta di mais in Argentina. Si recava a Napoli dove si imbarcava e dopo 45 giorni arrivava a destinazione, lavorava per tre mesi e poi rientrava a Cercemaggiore.

Una tipologia di contratti definiti “a rondine” che  prevedevano sei mesi a casa, tre mesi in viaggio e tre mesi di attività. Michele Spina per sette anni fece la spola tra Napoli e Buenos Aires dopo preferì emigrare negli Stati Uniti e per tre volte in epoche in cui spostarsi non era agevole, fece andata e ritorno con l’America del Nord. Il nonno di Gianni aveva acquisito tanta dimestichezza con le erbe mediche e tanta esperienza che la sua casa in Contrada Selvafranca era meta di visite per cure e per consigli. Sarà per questo legame storico o per i racconti del nonno che Gianni nel 1970, a vent’anni lascia Cercemaggiore va a lavorare a Roma dove studia con dedizione e con grandi sacrifici, fino a vincere il concorso al Ministero degli Esteri nel 1977.

Da allora ha girato il mondo, prima in Argentina a La Plata, poi per tanti anni a Madrid  in Spagna, quindi nell’Ambasciata d’Italia a Lima in Perù dove incontrò una suora di Cercemaggiore ed ebbe notizie di una famiglia di emigranti di Casacalenda che viveva al confine con l’Ecuador, quindi di nuovo a La Plata e poi a Mar del Plata dove ha chiuso la carriera diplomatica e dove vive per alcuni mesi all’anno come il nonno, dividendosi tra quella città, Roma e Cercemaggiore dove ha risistemato con amore la casa di famiglia. I suoi quattro figli per non smentire le tradizioni storiche molisane lavorano rispettivamente a Madrid, a Parigi, ad Amsterdam e a Melbourne, parlano quattro lingue e sono ricercatori universitari, dirigenti bancari e professionisti. La famiglia Spina ha in tasca il Mondo e da 120 anni porta il nome del Molise da un continente all’altro con disinvoltura e senso di attaccamento alla radici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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