VENAFRO – Il 2016 se n’e’ andato con tante ombre, speriamo bene per l’anno appena iniziato

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VENAFRO – In genere per l’anno appena concluso si tracciano consuntivi per vedere com’è andata in termini di risposte alle attese dei più. Ed allora la domanda sulla bocca di tanti venafrani: com’è andato per Venafro l’anno trascorso? Tutto bene? Tutto alla grande? Tutto perfetto? O c’è qualcosa da… rivedere?

Beh ad esser sinceri  in giro non si raccolgono sorrisi, non si palpa allegria, non si percepisce soddisfazione…! Un anno, il 2016, assai deficitario in rapporto a quanto ci si aspettava. Si puntava ad un’annualità di riscatto e ripresa per la città e i suoi abitanti viste le tante defaillance, ma è accaduto tutt’altro! Una delusione diffusa, non c’è da fare.

Partiamo dalla sanità pubblica cittadina, il punto dolens più scottante e scoperto. Fatto a pezzi e ridotto in briciole l’ex magnifico ed ambitissimo (nei decenni andati) “Ospedale Civile di Zona SS.mo  Rosario”, il massimo dell’efficienza e dell’efficacia medico/sanitario non solo in ambito molisano, oggi a Venafro tocca accontentarsi  di un non meglio definito “Ospedale di Comunità”, decisamente pochissima cosa rispetto alle esigenze del territorio in termini di salvaguardia della salute pubblica. Di cosa parliamo oggi quando diciamo di SS Rosario? Null’altro se non poliambulatorio, qualche laboratorio, rsa, unità infermieristica e punto di primo soccorso, quest’ultimo servizio erede più che… sbiadito dell’originario pronto soccorso. Niente chirurgia, niente sale operatorie ect.! Ci si può sentire sicuri e garantiti nella salute da tali servizi? Beh…, fate voi! Spiace tanto perciò aver constatato che amministrazione comunale e comitato pro ospedale abbiano presenziato con sorrisi e soddisfazione al taglio del nastro dell’unità infermieristica, fatto disertato -evidentemente perché non gradito- dalla totalità dei venafrani.

Altro momento venafrano delicatisismo del 2016 è stato l’arrivo di tanti extracomunitari di colore, per un numero già abbondantemente superiore a quello previsto dalla legge e con prospettive, tutt’altro che incoraggianti, di nuovi arrivi. Niente razzismo o posizioni preconcette al riguardo, ma è indubbio che il tema è serio e va affrontato con la dovuta attenzione. Veri profughi che scappano da guerre, fame, situazioni di pericolo o immigrazione incontrollata che favorisce pochi? Sul tema il Comune di Venafro è rimasto a bocca chiusa, contrariamente all’amministrazione municipale di Pozzilli che viceversa s’è fatta sentire nel merito con l’autorità governativa del territorio.

L’economia, gl’investimenti ed il lavoro: altri momenti/no della città nell’anno appena trascorso. Negozi che chiudono dopo decenni di onorato servizio, nuove attività che scompaiono nel giro di pochi mesi, giovani anche diplomati o laureati che bussano dappertutto alla ricerca di occupazione ma non trovano soluzioni se non salire su treno o pullman girando giocoforza le spalle a Venafro e Molise, fabbriche del territorio che falliscono, altre che riducono il personale ed altre ancora che stentano vistosamente. Un quadro deprimente che avvilisce genitori e figli, riducendo certezze e prospettive!

Ancora: la sicurezza sociale. Quella storica e proverbiale della città non c’è più, dovendo oggi fare i conti con situazioni ben diverse. Così come raggiri agli anziani, furti nelle abitazioni ed assalti alla proprietà privata vanno decisamente fermati dalle forze dell’ordine. Una volta di Venafro si diceva “E’ la conca dell’oro”, riferendosi a condizioni climatiche, sociali, lavorative ed economiche di piena positività. Oggi il tutto appare solo uno sbiadito ricordo! La chiusura di tale “muro del pianto” per l’anno appena concluso con una iniziativa che, se attuata, avrebbe potuto conferire prestigio alla nostra collettività e che invece non c’è stata affatto!

La storia. Nel 2015 la giunta municipale su proposta del movimento “I Venafrani per Venafro” e della famiglia interessata, deliberò che una volta ristrutturata e riconsegnata alla scuola la rinnovata palestra dell’Istituto Pilla di via Colonia Giulia, attuale Scuola Media Statale, venisse intitolata al giovane venafrano Pasquale Pompeo, Medaglia al Valor Civile alla Memoria. Questi aveva perso la vita sull’A/1 in località Teano nel tentativo di soccorrere un’ automobilista coinvolta in un grave incidente sulla stessa autostrada. Ebbene la struttura scolastica in tema è stata da tempo riconsegnata al Comune e quindi all’Istituto Pilla che la utilizza in pieno, la famiglia Pompeo ha più volte espresso il desiderio che il tutto finalmente si concluda, “I Venafrani per Venafro” hanno a loro volta sollecitato l’ultimazione dell’iter, ma dal Palazzo di Città di piazza Cimorelli niente e nessuno si è mosso! L’anziana mamma di Pasquale: “Sono avanti negli anni e vorrei tanto sapere dell’intitolazione ufficiale della palestra del “Pilla” al nome di mio figlio, in modo che possa essere ricordato nel tempo il suo sacrificio. E’ l’ultima aspirazione della mia vita. Speriamo…”. Ed allora, uniamoci alle aspettative dell’anziana madre di Pasquale Pompeo, sperando che l’anno appena iniziato dia alla donna la “soddisfazione” tanto attesa!

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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