VENAFRO – Personaggi e ricordi di fanciullezza dell’insegnante Rosaria Alterio

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SOCIO/UMANITARIO – Il passato? Prezioso ed utile per aiutarci a camminare speditamente nel presente, facendoci superare di slancio le difficoltà dei tempi correnti. Il passato perciò scrigno prezioso di storia, vita e cultura attraverso il ricordo di situazioni e personaggi  dei tempi andati. Di tanto si fa portavoce la venafrana Rosaria Alterio, già insegnante elementare e che in questa sede focalizza quadri unici della propria fanciullezza, ritrovando lungo la sua ideale passeggiata  compaesani d’ambo i sessi di estrazione popolare come Peppino, Lucietta e Giulietta. Figure diverse e capaci d’indirizzare al meglio le scelte future della maestra.

Iniziamo da Lucietta, tutta famiglia e chiesa, che amava i suoi con l’identica intensità con cui era vicina al mondo ecclesiastico, del quale non si perdeva una virgola, presenziando a tutto finché le energie glielo permisero. Un volta inferma ed impossibilitata a raggiungere i luoghi di culto, non mancava di accompagnare idealmente le funzioni religiose dalla propria abitazione tramite continue preghiere.

Giulietta, tutt’altro sul piano sociale e comportamentale, ma ugualmente preziosa alla giovane Rosaria per apprendere la migliore lezione della vita attraverso atteggiamenti forti ma nel solco della correttezza. Donna energica, Giulietta, da giovane costretta a rimboccarsi le maniche per tirare avanti la propria numerosa prole, a modo suo rispettosa degli altri, ma nient’affatto disposta a lasciarsi passare … la mosca sotto il naso, qualora il prossimo le facesse un torto. E da lei la futura insegnante apprese la dura lezione della vita di chi ha dovuto realizzarsi con le proprie mani, a fronte di tanti sacrifici.

La chiusura dell’ ideale passeggiata di Rosaria con altro proprio compaesano, Peppino, prima fornaio eccellente con le sue calde e fragranti pagnottelle che sfornava all’alba e quindi bidello tuttofare, ben aldilà dei compiti richiestigli. Mai contrariato, sempre disponibile ed assolutamente dedito al lavoro, oltre che alla famiglia. Questa la fotografia scattata da Rosaria al bravo Peppino, persona d’altri tempi si direbbe oggi, ripensando alle sue qualità in rapporto al … sindacalismo dei nostri giorni!

Dai suoi tre compaesani la maestra Rosaria ha ricavato tantissimo realizzandosi prima come docente, quindi quale moglie, poi come madre e finalmente come nonna. Perciò le è piaciuto ricordarli quali pietre miliari lungo il cammino della propria via.

Tonino Atella

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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