RICOSTRUZIONE POST SISMA – Imprese molisane, situazione difficile

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CAMPOBASSO –  Commento positivo di Umberto Uliano, Presidente dell’Ance Molise, per quanto riguarda le misure che il Governo regionale, anche grazie al Consigliere delegato per la ricostruzione Salvatore Ciocca, ha varato per facilitare l’espletamento delle operazioni con la FinMolise e l’anticipazione della liquidità necessaria a sopperire ai mancati pagamenti alle imprese, ma afferma che ciò non basta per superare la situazione di gravissima difficoltà in cui si dibatte oggi il comparto delle costruzioni.

“Da tempo – afferma Uliano – sosteniamo che la ripresa inizierà concretamente quando i pagamenti alle imprese saranno effettuati senza ritardi. L’Italia e il Molise, in particolare, sono ancora molto indietro. La pubblica amministrazione non paga tempestivamente, e farne le spese sono le imprese e i lavoratori. Per quanto riguarda le opere della ricostruzione – aggiunge il Presidente dell’Ance – il ritardo sta toccando punte di quasi un anno: i pagamenti, infatti, con la nuova tranche di finanziamenti messi a disposizione dalla Regione, arriveranno a marzo 2016. Questa situazione è, di fatto, intollerabile. Le imprese non possono anticipare soldi di tasca propria perché non hanno più le risorse per farlo. Non possiamo più aspettare. La gravità complessiva della situazione, che non riguarda solo i lavori della ricostruzione, rende urgente garantire la ripresa immediata e definitiva dei pagamenti. Ribadiamo alla politica, a tutti i livelli, la nostra la nostra disponibilità che però non è infinita. Dobbiamo, tutti insieme, uscire da questa situazione di gravissima difficoltà, prendendo atto, finalmente, dell’importanza del settore edile per il PIL molisano. Sappiamo tutti, e tutti, in primis la Regione, ci dicono che se si fermano le costruzioni si ferma tutto l’economia regionale. Però, nonostante la parole, si sta facendo poco per far ripartire l’edilizia con misure concrete partendo, appunto, dal rispetto dei tempi per pagare le imprese”.

“Se le imprese non vengono pagate – conclude il Presidente dell’Ance – non possono né pagare i propri dipendenti né programmare la propria attività. Noi, come dicevo prima, vogliamo fare la nostra parte mettendo a disposizione il nostro patrimonio di esperienza e di professionalità, e ribadendo la nostra collaborazione a tutti gli interlocutori pubblici, ma dobbiamo cominciare a vedere risultati concreti; non possiamo più assistere all’assunzione di impegni generici perché il tempo delle promesse è finito ormai da un pezzo e i risultati non si vedono. La priorità assoluta è far ripartire il lavoro; occorre attivare subito tutte le possibili sinergie per far ripartire le attività non solo delle costruzioni in senso stretto ma anche delle 85 attività dell’indotto, puntando su impegni precisi e tempi certi per le gare d’appalto e per i pagamenti. Diversamente, occorrerà prendere atto che si vuole la fine del settore e ci si dovrà assumere la responsabilità di aver fatto fallire le imprese e di aver mandato a casa gli operai”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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