ISERNIA – Sequestro di persona, la donna era segregata da due mesi

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CRONACA – Nuovi particolari sono emersi, in merito al sequestro di una 53enne, nel corso della conferenza stampa indetta, questa mattina, dalla Polizia di Stato di Isernia.

Da circa due mesi la donna, originaria di Carpinone, viveva segregata in una stanza, quella da letto, dove era costretta a mangiare, bere, dormire e, persino, espletare i propri bisogni fisiologici in una bacinella.
Chiusa a chiave dal suo compagno, il 22enne veneto, ora trasferito nel carcere di Ponte san Leonardo con la accusa di sequestro di persona.
Una accusa pesante, ma che -come riferito dagli inquirenti- il giovane non ha ancora “elaborato”. “Non si è reso conto della gravità del suo comportamento”, hanno spiegato.
Erano mesi che la donna non si vedeva in giro, aveva smesso di frequentare i luoghi a lei più cari, a lanciare l’allarme il figlio, preoccupato per la relazione con un ragazzo molto più giovane di lei.
Così la denuncia agli uomini di via Palatucci e l’immediato intervento di una Volante nella zona del Sacro Cuore, dove la 53enne abita.
Una scena inquietante quella che si sono trovati davanti agli occhi i Vigili del Fuoco, sbirciando dalla finestra della camera: la donna era lì, distesa sul letto di fianco al suo uomo.
Erano stati proprio gli uomini della Volante a contattare i pompieri dopo che, a lungo, avevano bussato alla porta dell’appartamento, senza risposte. Temendo per la sua incolumità, gli uomini della Questura erano già pronti ad accedere con la forza. Poi hanno avviato una estenuante trattativa con il ragazzo, e solo così sono riusciti ad entrare.
Gli agenti si sono fatti strada nell’appartamento, ad accoglierli un ambiente degradato, maleodorante e in disordine con la donna che, in stato di soggezione psicologica, si limitava a rispondere molto evasivamente alle domande.
Allontanata dall’uomo si è lasciata andare ad un pianto liberatorio confidando ai poliziotti il comportamento violento del compagno.
La donna presentava, inoltre, ecchimosi su varie parti del corpo ed è stata soccorsa dal personale del 118 e ricoverata successivamente all’ospedale per gli accertamenti necessari.
La segregazione durava da due mesi, e il giovane conosciuto in chat, dopo qualche giorno di normale convivenza aveva cambiato comportamento, rinchiudendola nella stanza e malmenandola quotidianamente. La donna era stata, inoltre, privata del bancomat e del cellulare, così da evitare di poter chiamare qualcuno in suo soccorso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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