VENAFRO – Gli enti cittadini “dimenticati” dalla Regione

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CONFERENZA – “Siamo stati e saremo sempre corretti, ma dal 2014 non riceviamo fondi dalla Regione. Sono stati ridotti i finanziamenti e abbiamo difficoltà a portare avanti i numerosi e importanti progetti avviati”.

Emilio Pesino, presidente del Parco Regionale dell’Olivo di Venafro, non ce la fa più a vedere l’Ente che rappresenta sopravvivere a stento. Tre anni senza ricevere alcun contributo iniziano a pesare sulle casse e nella gestione del Parco che, nonostante le difficoltà, ha continuato a lavorare con impegno e dedizione.
Lo ha ribadito più volte anche questa mattina, durante la conferenza stampa indetta a Venafro, presso la Casa della Congrega di piazza Annunziata.

“Ricordo – ha affermato Pesino – che sono stati recensiti ben 170 olivi secolari, abbiamo aderito alla società consortile “Molise Rurale” e stretto delle collaborazioni con delle università italiane. Siamo arrivati al limite, ogni lettera che scriviamo non riceve risposta. Anche delle aziende e singole persone, ma soprattutto il CNR, che ha collaborato con noi per quanto riguarda lo studio del genoma della storica cultivar venafrana, l’Aurina, aspettano dei pagamenti, ai quali non possiamo ovviamente adempiere. Spero che chi di dovere s’interessi alle nostre associazioni”.

“Noi operiamo per il bene della città – ha aggiunto il consigliere Giuseppe Simeone – il nostro territorio sta perdendo molto, anche dal punto di vista economico. Venafro ha un enorme potenziale, ma abbiamo bisogno degli strumenti giusti. Basta chiacchiere a noi servono i fatti”. Ma non solo il Parco, nelle stesse condizioni ci sono anche il Museo “Winterline” e l’Oasi “Le Mortine”. Piccoli gioielli del panorama venafrano e dell’intera valle del Volturno che rischiano di chiudere i battenti per il disinteresse della politica regionale.

Fu nel 2008, il consigliere regionale Massimiliano Scarabeo a sostenere l’iter per l’istituzione del Parco venafrano: “Con senso di responsabilità e appartenenza – ha raccontato – ho ottemperato a un dovere istituzionale sostenendo questo Parco, lo continuerò a fare, così come per quanto riguarda le altre realtà che possano portare allo sviluppo dell’intero territorio. Sembra quasi che ci sia una sorta di disattenzione politica nei confronti della città di Venafro, ora che anche l’ARSARP rischia di cambiare sede”.

Solidarietà per tale situazione è stata espressa dalle “Mamme per la salute”, dall’Associazione nazionale “Città dell’Olio”, nella persona del presidente Pasquale Di Lena, e dalla cooperativa “Colonia Julia”, ma anche dall’assessore comunale Carlo Potena: “Il Comune – ha assicurato l’amministratore- è vicino ai problemi del Parco e del Museo Winterline. Se non vengono trasferite le risorse, gli stessi non possono ottemperare al pagamento dei rispettivi canoni.

Ci sono delle agevolazioni per quanto riguarda gli edifici nel centro storico della città (infatti lo IACP ha conseguito un piccolo vantaggio, grazie ad una minore aliquota IMU). Se lo IACP obbliga le associazioni, il Comune di Venafro potrebbe concedere loro – ma è al momento solo un’ipotesi – alcuni locali (La Palazzina Liberty e parte di Palazzo Armieri, attualmente in fase di ristrutturazione) come sedi”.

In merito alla necessità di coordinarsi e fare rete si è espresso Mario Caniglia, presidente dell’oasi “Le Mortine”: “Solo così – ha spiegato – si riesce a tutelare e a promuovere il territorio dal punto di vista turistico. L’oasi trae vantaggio da trovarsi a metà tra la regione Molise e Campania. Tre anni fa c’era stato promesso un finanziamento da parte della Regione Molise. Ora per assurdo ci ritroviamo un decreto ingiuntivo proprio perché non è stato erogato quanto promesso”.

Dopo quasi 10 anni di attività, rischia lo sfratto anche il Museo Winterline, come riferito dal presidente Luciano Bucci: “Noi siamo visti come degli amici a cui piace la guerra e le armi, ma siamo invece una associazione riconosciuta livello nazionale. Vantiamo il 95% della collezione ritrovata direttamente su quelli che, una volta, erano i campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale. Siamo una Onlus, ma non ci è mai stato permesso di avere delle agevolazioni. Il Parco dell’Olivo non può sostenere più i costi (per via della mancata erogazione dei fondi), dopo quasi 10 anni rischiamo lo sfratto e saremo costretti a cercare un’altra sede per l’associazione”.

Poi con amara ironia ha concluso: “Se per il 15 marzo non otterremo una risposta, il 18 apriremo un museo a tema funeralesco, con tanto di manifesti. Abbiamo dei progetti assieme ad altri enti cittadini, ma la Regione continua a distruggere ogni iniziativa dei venafrani. Basta promesse non mantenute!”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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