GAM – Prendere o lasciare

Gam
Blackberries Venafro

CAMPOBASSO – Siamo veramente all’ultima partita, alla “super bella”.

Per la Gam, ora, il vero dramma è trovarsi di fronte ad una nuova proprietà che minaccia anche di abbandonare il campo se non trova i giusti accordi o meglio quelli da lei proposti e i sindacati e lavoratori che, in preda all’umiliazione di un contratto agricolo a giornate, avventizio, di fronte ad una riduzione di personale di oltre un terzo rispetto al vecchio organico (280 unità) e alla probabile accettazione di un accordo amaro, in queste ultime ore cerca  di salvare il salvabile chiedendo l’aiuto di tutti.

Due le cose urgenti da realizzare senza alcuna strumentalizzazione. Prima, quindi, la cassa integrazione che scade il 4 novembre prossimo e poi ricondurre ad un confronto dignitoso, soprattutto per i lavoratori, la questione Gam che rappresenta una vertenza per il lavoro più che sindacale.

L’incontro di ieri al Ministero dello sviluppo economico non ha smorzato la delusione e la disperazione di partenza nei lavoratori che probabilmente saranno costretti a condividere offerte contrattuali e forme di impiego al ribasso con rapporti di lavoro agricolo e non industriale pur di rigenerare il processo produttivo avicolo locale e di riconsegnarsi al sistema occupazionale.

L’ Agricola vicentina, la proprietà, appare, infatti, inflessibile. Ieri ha aperto uno spiraglio pari al 10% di contratti a tempo indeterminato mantenendo intatto il numero, almeno per i primi tempi, della pianta organica da impegnare in azienda: circa 170-180 addetti tra incubatoio e macello che entreranno, però, in attività, il primo fra un anno e mezzo, il secondo fra tre anni.  

Un piano di rilancio lungo e vincolato che non piace ai sindacati, preoccupati  a trovare gli ombrelli previdenziali, finita la cassa integrazione il 4 novembre prossimo, per almeno altri due anni. E qui chiamano in causa le forze politiche regionali, soprattutto i parlamentari molisani e i sindaci della valle matesina assenti in questo delicatissimo momento di braccio di ferro con Amadori.

L’intervento in particolare dei parlamentari locali con i  Ministeri di competenza, del lavoro e dello sviluppo economico, potrebbe risultare importante e decisivo per la riassegnazione della cassa integrazione in deroga sull’ area di crisi complessa.

La Gam, come si sa, insiste in quest’ultima dove, però, ancora non si avvia neppure un’iniziativa di ripresa aziendale o di avvio di nuove imprese e tanto, manco a dirlo, potrebbe avvantaggiare le ulteriori richieste di ammortizzatori. I sindacati chiedono, poi, che si esercitino le dovute e giuste pressioni su Amadori.

L’obiettivo rimane quello di alzare l’asticella sui contratti a tempo determinato visto che l’azienda vicentina con questa operazione andrà ad incassare molti soldi pubblici. Una quota del Psr, una decina di milioni di euro a occhio e croce e il 40% di circa 40 milioni riguardanti l’area di crisi.

Di fronte a risorse abbastanza cospicue e al cospetto di una filiera che è stata ritenuta sempre strategica e caratterizzante del territorio locale, c’è bisogno che tutti si facciano partecipi, sindacati Regione e in particolar modo, oggi, la delegazione parlamentare, per rinsaldare un fronte comune a difesa di un’occupazione da recuperare più che del contratto di lavoro da assegnare a questo o quel lavoratore.

Una responsabilità e un compito ineludibili del corpo istituzionale regionale sia  locale che rappresentato nelle più alte istituzioni politiche nazionali. A fine settimana, quindi, i sindacati ci proveranno in questa direzione. 

Chiamando a raccolta e incontrando i parlamentari molisani insieme al governo regionale,  mentre martedì prossimo in Consiglio regionale solleciteranno un documento unitario a piene mani di tutte forze politiche presenti che confermi un’ atto di responsabilità e formuli la richiesta al governo di rimisurare le istanze del Molise e della Gam sulla salvaguardia dei paracadute sociali e soprattutto si interfaccino con i nuovi imprenditori per risistemare il tema del lavoro e anche dei contratti all’interno dell’azienda bojanese alla luce di quanto la nuova filiera avicola potrà avvantaggiarsi e delle ricadute produttive a sostegno dei mercati e del rilancio del marchio.                               

Aldo Ciaramella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

PUBBLICITà »

Blackberries Venafro

Scarica l’App Molise Network »

Pubbilicità »

Pubblicità »

Pubblicità »

Pubblicità »

error: Content is protected !!