POLITICA – Il Pd rilancia l’unità ma si dimette il vice segretario Di Giglio

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CAMPOBASSO – Due o forse tre o forse più le “notizie” in questo appuntamento o Assemblea del Pd svoltisi a Campobasso oggi pomeriggio e protrattisi fino a tarda sera.

Tuonante e pieno di risentimenti Michele Di Giglio vicesegretario del partito democratico che senza veli e in maniera molto determinata come del resto è stato sempre nelle sue comunicazioni parecchio critiche verso la segreteria regionale, ha rassegnato le dimissioni di vicesegretario dal Pd, rimanendo comunque nel partito. 

Ha criticato in particolare l’appiattimento del Pd sulle posizioni del governo regionale e contestato aspramente la conduzione nazionale del Pd ad opera di Renzi che non ha condotto in porto nessuna delle vertenze quali il lavoro le problematiche giovanili, la riduzione delle tasse ponendosi tra l’altro in maniera arrogante verso i cittadini e gli elettori.

Di Giglio prende, quindi, le distanze dalla governace del Pd perché ha ripetuto con forza, non si intravedono motivazioni ideologiche e di forte spinta programmatica verso il sociale a favore invece di regolamenti interni senza considerare alcuno spazio per le politiche della sinistra. 

Posizioni che in qualche modo il segretario Micaela Fanelli ha dovuto subire definendo l’appuntamento di oggi non un battesimo ma neppure un funerale. Presenti e questo conferma la “notizia”, l’assessore regionale alle politiche agricole Vittorino Facciolla  e il Governatore Frattura.

Due conferme scontate al fianco della Fanelli in un momento molto critico per la sua gestione nel partito dove molti si sentono esclusi e lontani ma allo stesso tempo troppo “affiliati”, per storie recenti e passate, per avere motivazioni di abbandono. L’assessore Facciolla candidatosi alle ultime Regionali con una lista civica, diciamo che sostanzialmente fa il suo esordio nel Pd manifestamente e lo dichiara pur avendo mostrato e offerto sostegno e solidarietà con grande lealtà al governo Frattura e a quello del Pd.

Il vicepresidente della Giunta regionale, intervenuto nell’Assemblea di oggi, ha ribadito che esiste tuttavia, ancora troppa autoreferenzialità nel Pd dove e le ragioni del primato della politica.

Il presidente della Giunta regionale ha svolto, poi, una serie di considerazioni molto <ecumeniche> senza infierire sulle situazioni che comunque ostacolano l’unità del partito e quindi la sintesi del Pd: <Credo che dobbiamo partire dal futuro e qui che dobbiamno unirci per raggiungere gli obiettivi vincenti, non dalla scissione. Sulle regole, ci vogliono come il metodo di lavoro e di esercizio della politica, come il rigore. Su quest’ultimo lavoriamo per migliorare la nostra azione di gestione della cosa pubblica e per ritrovare l’interesse per la stessa politica da parte del cittadino>.

Quindi un passaggio su quanto si sta facendo in Regione: <Tante cose bisogna farle, può darsi che siano dolorose,  ma guardate bene: in Regione abbiamo trovato un miliardo di debiti eppure non abbiamo aumentato l’irpef che anzi è diminuita come poi questa sera è stato raggiunto l’accordo Amadori lavoratori sul patto che dovrà essere firmato domani a Roma per riavviare il processo produttivo della Gam. Credo che l’obiettivo di tutti noi sia quello di confrontarci per la realizzazione di un sogno che è riqualificare questa Regione>.

Molto sobrio il suo intervento senza troppi veleni. Considerazioni di rito in un’assemblea di partito dove è ovvio sono ritornate le ruggini che maturano silenziosamente nel tempo ma cordono il cervello e i rapporti personali e quindi i risentimenti causa di una partecipazione e coinvolgimento sempre pochi dove come diceva Facciolla nel suo intervento  gli autoreferenzialismi sono sempre eccessivi, ingombranti e improduttivi. E quindi rivolgendosi a Leva e considerandolo ancora come suo compagno di squadra o di classe o di “cordata”, chiamandolo a distanza Danilo, puntualizza.

<Dico a Danilo rispetto, la sua scelta ma non può dettare dall’esterno le regole. Si viene in Assemblea, si discute e si arriva alla conclusione avendo rispetto di quanto si stabilisce a maggioranza e democraticamente e poi chi vince deve rappresentare e avere il rispetto di tutti. Non si può lanciare la pietra e non badare ai contenuti di quanto si vuole, ripetere sempre le stesse cose>.

Ovviamente ha toccato in maniera sottile e lieve lo stato di tenuta e completezza della segretria del Partrito mai definita pienamente in tutte le sue specificità precisando positivamente la fiducia e disponibilità che comunque ha avuto da quest’ultima per proseguire un lavoro in Regione massacrante avallando situazioni che poi si sono rivelate un investimento per il futuro destino della stessa realtà locale.

Frattura sulle 4 Mozioni che ormai caratterizzano la scomposizione del Pd si è dichiarato in sintonia con quella e quindi con la segreteria Fanelli allineato con Matteo Renzi. Ovviamente all’Assemblea di ieri mancavano i due parlamentari Ruta e Leva ed i consiglieri Scarabeo e Totaro a parte il trasferimento già da tempo di Petraroia su Democratici e Progressisti di Roberto Speranza.

Tra i presenti l’on. Venittelli, i presidenti delle due Province di Campobasso e Isernia, Battista e Coia, consiglieri comunali e assessori di Campobasso, tra cui Maio e Chierchia, l’assessore regionale Veneziale il consigliere regionale Di Nunzio e alcuni amministratori locali e sindaci. Tra quest’ultimi i sindaci di Gambatesa, D’Alessandro, e di Ielsi, D’Amico. 

Naturalmente il segretario Micaela Fanelli ora deve fare i conti con la mancanza di pezzi “grossi”, tali nel conteggio della rappresentanza territoriale e nella sintesi unitaria all’interno del Pd. Al di là di valutazioni generalistiche e populiste di respiro nazionale e internazionale, il lavoro da svolgere da parte dell segreteria regionale è prettamente locale e quindi laborioso e delicato in vista non delle Regionali ma a cominciare dalla composizione della segreteria e quindi delle Primarie.

Un’operazione di grande ricucitura politica e anche sui rapporti personali dove non serve il filo dorato e ammiccante di un verbo politichese stucchevole spesso irritante e scostante ma un linguaggio semplice popolare e aggregante su contenuti e spazi di solidarietà, di appartenenza e di riconciliazione intorno a uno stesso progetto che è quello del Molise e sul ritrovamento, soprattutto, di un senso di amicizia anche politica.

Aldo Ciaramella

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