GAM – Franco Spina della Cgil “Ora tocca risolvere molti problemi in sospeso dei lavoratori”

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CAMPOBASSO – <E’ un accordo al ribasso che abbiamo fatto con la società Amadori -sono le parole testuali del segretario organizzativo regionale della Cgil Franco Spina- facendo sacrifici sui contratti firmati per i lavoratori e non conoscendo ancora per il futuro quanto accadrà, chi resterà fuori dall’azienda e a quali ammortizzatori sociali ci aggrapperemo dopo la scadenza di quelli in essere a novembre>.

Quindi l’appello: <La nostra parte l’abbiamo fatto con grande dignità, adesso tocca alla Regione tutelarci e stabilire le risorse che saranno impiegate per la salvaguarda di una serie di tutele sociali previdenziali e di accompagnamento per quanti sono vicini alla pensione. Ad Amadori diciamo che abbiamo mantenuto la parola contrariamente a quanto si pensava o si temeva da parte di alcuni, non abbiamo messo alcun ostacolo, confidiamo nel rilancio della filiera, nell’impegno e nella professionalità dell’azienda. Fatto già ciò, però si abbia contezza e considerazione nelle scelte per il futuro e quindi per gli investimenti che dovranno mettere in sicurezza quei lavoratori che oggi hanno messo da parte anche alcuni loro diritti e quei giovani che nel cambio generazionale si aspettano da questa azienda una chiamata per il futuro>.

Alla Regione il sindacato raccomanda.

<Delle perplessità ce le abbiamo perché ora il lavoro per la Regione non è finito come potrebbe sembrare. Oggi ripartendo per aggiustare una serie di cose per i lavoratori, si inizi un confronto molto sostanziale e serrato con il Governo nazionale perché vengano concesse ai lavoratori tutele e sostegni sociali ed economici – continua Spina – come da sempre abbiamo suggerito.  Molti rientreranno in azienda, si ricordi fra tre anni, seppure con un contratto agricolo a 800 euro al mese per 140 ore mensili e di altri 100 cosa ne facciamo? Qui ci misuriamo tutti. Amadori ha avuto il 40% di 40 milioni di euro per la ristrutturazione aziendale dagli accordi dell’area di crisi oltre a una decina di milioni di euro o giù di lì dal Psr, risorse pubbliche importanti che devono avere una ricaduta a favore di tutto il sistema umano produttivo e commerciale. I protagonisti di tanto devono, però, concorrere, ognuno per la sua parte, a ricomporre una serie di problematiche, ancora tra l’altro da individuare nella profilazione che non c’è, dei lavoratori della Gam come quelli dell’area di crisi. Questi sono obiettivi ed esigenze già più volte presentati alla Regione. Se non ci mettiamo a tavolino per discuterli e tentare di raggiungerli subito ad uno ad uno ci metteremo con le tende sotto la Giunta regionale e non ce ne andremo più>.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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