GAM – La Cisl spinge per ricollocazione di tutti i lavoratori

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CAMPOBASSO – Posizioni con stati d’animo diversi all’interno del sindacato.

Più preoccupata la Cgil che spinge sul governo regionale per trovare soluzioni alla cassa integrazione fino alla ripartenza dell’azienda bojanese e quindi alla sistemazione definitiva anche di quelli che rimarranno fuori dal ciclo produttivo, più ottimista la Cisl che intanto coglie con soddisfazione il risultato ottenuto a Ministero dello sviluppo economico con la firma di Amadori sull’accordo sindacale e contrattuale e quindi di rilancio della filiera.

<Vertenza tormentata che ci ha visto impegnati negli ultimi quattro anni nei confronti della Regione, del governo al fine di creare le condizioni per una ripartenza che doveva dapprima creare le condizioni per attrarre un investitore sul nostro territorio -ha precisato il segretario interregionale Abruzzo Molise della Cisl Notaro-. Creata e riconosciuta l’area di crisi complessa, costruiti percorsi di ammortizzatori sociali che accompagnassero i lavoratori in base ai tempi di rilancio previsti. Da ottobre la vicenda aveva preso una piega strana che ha visto numerosi incontri tra le parti e al Ministero, tesi a creare quante più certezze possibili per la ripartenza dell’azienda, con un player di livello, il secondo produttore italiano, ma soprattutto certezze per il futuro occupazionale dei lavoratori della GAM>.

Quindi si sofferma sulle pressioni sulla Regione.

<Pressing forte nei confronti della Regione per tutte quelle misure di accompagnamento, pressing presso il Governo per avere più risorse, ma soprattutto certezze delle stesse e tempi celeri. La forte preoccupazione del sindacato per il futuro dei lavoratori, ha fatto si che si mettessero in atto, presidi costanti presso tutte le Istituzioni con tanti tavoli di confronto e tantissime assemblee per riportare di volta in volta i risultati delle riunioni. L’ultima assemblea tenuta il 27 febbraio a Boiano presso lo stabilimento Gam ha dato il via alla firma dell’accordo alla presenza dei vertici nazionali con i sindacati di categoria e dopo ampia illustrazione delle condizioni degli accordi sia per quanto riguardava Amadori sia per quanto riguardava la regione>.

Infine sul senso di responsabilità di tutti soprattutto dei lavoratori.

<Grande senso di responsabilità di tutti, lavoratori Sindacati e istituzioni, con una scelta che guarda al futuro di un territorio e di una regione, scelta fatta anche con grande senso di responsabilità di lavoratori consapevoli di non fare più parte dell’azienda nel futuro. Adesso è finita……NO, deve continuare l’impegno e il pressing verso tutti i soggetti, per fare in modo che quanto scritto negli accordi sia attuato, abbiamo ancora quattro anni d’impegno per trovare una giusta soluzione per tutti i lavoratori, come sempre detto da tutti e quindi impegno adesso di tutti. Le condizioni ci sono, c’è l’imprenditore, c’è l’opportunità dell’area di crisi complessa, le misure previste nel PRRI (auto impiego, bonus occupazionali, lavori di pubblica utilità, incentivi all’esodo e accompagnamenti con scivoli pensionistici)>.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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