MUSEO WINTERLINE – Luciano Bucci: “Attendiamo atti ufficiali”

Luciano Bucci
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VENAFRO – Mancano solo pochi giorni alla festa per i 10 anni di attività del Museo Winterline, ma per Luciano Bucci, responsabile della struttura, c’è poco da festeggiare.

Nonostante le rassicurazioni ottenute, nelle ultime ore, dal presidente del Consiglio regionale Vincenzo Cotugno (destinare Palazzo De Utris, nel centro storico cittadino, al Parco dell’Olivo e allo stesso Museo Winterline) di concreto, almeno per il momento, non c’è nulla.

“Ringraziamo Cotugno della proposta, ma vorremmo avere tra le mani un documento ufficiale – commenta Bucci, intervistato dalla nostra redazione – In questi ultimi due anni si sarebbero potute trovare tantissime soluzioni, è mancata però la volontà politica.

Ho già avuto offerte interessanti anche da fuori regione, ma preferirei che la sede del museo restasse qui a Venafro, alla sola idea di abbandonare questa città, mi piange il cuore”.

In attesa della delibera di Giunta, che potrebbe arrivare già lunedì prossimo, molte sono le perplessità che il responsabile di Winterline ha sollevato, nel corso della nostra chiacchierata.

“L’iter legislativo -spiega- è abbastanza complicato, quindi non penso si possa risolvere il tutto così semplicemente e in pochi giorni, ma confido nella volontà politica. Se c’è questa, si può tutto”.

Dubbi anche in merito allo “sgravio fiscale deciso dal Comune di Venafro per quanto riguarda la tassa sull’immobile che oggi ospita il museo”.

“Lo sgravio è stato bloccato dallo I.A.C.P., e, sinceramente, faccio fatica a capire il perché. Dopo che abbiamo rimesso a posto l’immobile, che era in condizioni pietose, a nostre spese, ci vogliono anche sbattere fuori!”.

Nessuna obiezione sulla sede unica, da condividere con il Parco dell’Olivo, ma: “se da una parte – chiosa- ci fa piacere, perché già ci sono state delle collaborazioni, dall’altra -ammette – la mancata erogazione dei fondi al Parco ci crea ulteriori difficoltà”.

Agli amministratori regionali, qualora servisse una rinfrescatina alla memoria, Bucci ci tiene a ricordare: “siamo una delle realtà più importanti in Italia e, anche all’estero, negli ultimi anni, hanno iniziato ad apprezzare il nostro lavoro.

Abbiamo raggiunto degli accordi col Touring Club Italiano e con vari tour operator, che ci hanno incluso nei pacchetti turistici tematici. Siamo inseriti nei percorsi nazionali in cui si è combattuta la Seconda Guerra Mondiale”.

Ma tanti altri sono i progetti in cantiere. “L’idea è di portare i visitatori sui vecchi campi di battaglia del nostro territorio, ma c’è bisogno di sinergia tra i vari enti e le realtà già esistenti.

Senza una sede, però, non possiamo programmare nulla; al momento, – e, mentre parla, il rammarico è palpabile – riusciamo solamente a coprire le spese, grazie alle visite”.

Da buon combattente, Bucci però non si arrende. E con la speranza di chi crede in quello che fa, ci svela il suo desiderio: “Ho un piccolo, grande sogno. Mi piacerebbe riuscire a mappare, tramite la cartografia digitale, tutto il territorio di cui ci occupiamo; già siamo a buon punto, ma c’è molto ancora da scoprire”.

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Una passione, quella per il collezionismo, che coltiva fin da quando era un bambino: “Dal primo giorno ho visto il collezionismo come un lascito alle generazioni successive. Avevo dodici, tredici anni -racconta – e già iniziavo a raccogliere gli oggetti che trovavo con i miei compagni di avventure, durante le nostre uscite sulle montagne”.

Un lavoro certosino, quello dell’associazione Winterline, che va avanti da un decennio, e ha l’obiettivo, appellandosi alla memoria storica, di non vanificare i sacrifici di quanti sono morti per dare al Paese Italia la libertà e la democrazia.

“La nostra associazione può offrire un contributo importante nello spiegare concretamente, contestualizzando gli oggetti che esponiamo, le fasi della Seconda Guerra Mondiale, che hanno visto il Centro Italia e in particolare Venafro, come punto cardine di molte operazioni.

Vedere le famiglie felici, la curiosità negli occhi dei bambini quando si imbattono negli oggetti ritrovati da noi, ti fa sentire veramente appagato”.

E, guardando i suoi occhi brillare, mentre ne parla, pieno di orgoglio, come non credergli?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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