REGIONE – Sul contributo post sima, il vicepresidente della Giunta Facciolla si difende e attacca

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CAMPOBASSO –  Dalla vicenda del portaborse Vincenzo, archiviata perchè il fatto non sussiste, una storia che è durata un paio di anni, alla casa acquistata nel suo paese a San Martino in Pensilis ristrutturata con i fondi del sisma del 2002.

Un tormentone mediatico attraversato da esposti in Tribunale con protagonista il vicepresidente della Giunta regionale Vittorino Facciolla che oggi, però, ha svuotato il sacco nella conferenza stampa convocata soprattutto dopo l’inseguimento delle Iene allo stesso amministratore regionale sull’argomento con un paio di interviste, una presso la Giunta regionale e l’altra a San Martino in Pensilis, in cui ha voluto prima di tutto mettere al riparo la sua credibilità e soprattutto, come ha ripetuto più volte, confermare la verità dei fatti.

Vittorino Facciolla, vice presidente della Giunta regionale, ha sparato, quindi, a zero contro i suoi detrattori contro quelli delle Iene che lo hanno messo sulla graticola “ingiustamente e senza leggere la carte” e contro chi ha voluto portare questa vicenda alle cronache con ricorsi e dichiarazioni, ovviamente ripete il nome e cognome dell’avv. Oreste Campopiano: “Non posso stare in silenzio di fronte a queste cose – ha detto Facciolla – in virtù del ruolo istituzionale che ricopro e perché si vuole mettere in discussione la  mia dignità e moralità di persona. Avanzerò querele alla trasmissione le Iene e verso chi ha indotto alla mistificazione per quanto è stato raccontato”. Una storia che Facciolla giudica “artefatta da chi l’ha condotta, guidata e data al pubblico coordinata all’esterno per farmi del male con una manipolata ricostruzione dei fatti. Il Peu post sisma che interessa i tre vani che ho acquistato legittimamente sono stai fatti rientrare in una narrazione falsa e violenta.”

Ovviamente si rivolge a chi ha riportato e raccontato in tv questa inchiesta giornalistica le Iene e all’avv. Oreste Campopiano il primo dei non eletti nella sua lista alle Regionali ricordando che “i lavori del Peu in cui insistono i tre vani acquistati all’asta pagati anche più del dovuto non hanno avuto alcuna precedenza e non ammetto, perciò, che si continui a ripetere che ci sia una ricostruzione post sisma a doppia velocità. I contributi, ripeto, che hanno interessato l’abitazione acquistata sono andati all’impresa che ha avuto aggiudicati  i lavori e aggiungo: non so neppure se sono stati erogati tant’è che ho dovuto accendere un mutuio ipotecario per l’intervento di ristrutturazione”.

Una vicenda che lo ha consumato e che lo ha tenuto nella massima tensione negli ultimi giorni di cui non si sente colpevole di nulla e su cui è pronto a dimostrare quanto afferma essendo tra l’altro già comparso davanti al Procuratore della Repubblica del Tribunale di Larino “L’ho chiesto spontaneamente e con la massima celerità dopo la propagazione delle notizie, per raccontare quanto accaduto e chiarire per ciò su cui sono chiamato in causa”.

Due storie quelle del Portaborse e quella della casa ristrutturata che non sopporta e per le quali ha avuto stamane il conforto di amici concittadini di San Martino in Pensilis arrivati in una conferenza stampa affollatissima a cui hanno portato la loro solidarietà anche la segretaria regionale del Pd Micaela Fanelli, il Governatore Frattura, l’assessore Veneziale  e il consigliere regionale Ioffredi.

Facciolla ha voluto puntualizzare  nella sua esposizione alla stampa, nelle domande poste al centro della conferenza e alla fine dell’incontro, che a San Martino in Pensilis non c’è stato alcun favoritismo nell’erogazione dei fondi, nell’avanzamento dei lavori e quant’altro, tant’è che la ricostruzione è terminata senza strascichi polemiche e intoppi.

“Per quello che riguarda altri paesi se ritardi ci sono stati e non dipendono dal procedimento messo in atto dalle istituzioni locali, dalle decisioni, atteggiamenti e valutazioni adottati dai singoli sindaci e certamente non addebitabili alla Protezione civile. Sia il Tar, infatti, la struttura commissariale che la Protezione civile hanno stabilito che la concessione di contributi a sanatoria fosse possibile. Il Tar in questo senso, successivamente, ha deciso il diritto al contributo in favore di case di proprietà della classe A gravemente danneggiate attraverso ragioni e pratiche documentate. Quello che mi pare strano – ha concluso il vicepresidente della Giunta regionale – è che Le Iene abbiano impiegato tre mesi per confezionare il servizio. Nulla mi toglie il dubbio che ciò era noto da tempo, messo fuori oggi che ci avviciniamo alle elezioni. Nelle dichiarazioni dell’avvocato Campopiano ci sono imprecisioni così evidenti che non possono essere considerate tali. Questo è il fuoco amico di cui risponderà in Tribunale unitamente a chi ha prodotto l’inchiesta e l’ha ispirata. Lì verrà stabilito se c’è reato”.

Rivolgendosi infine ai Cinque stelle che ieri in Consiglio regionale hanno presentato al presidente Cotugno una richiesta di sue dimissioni  ha detto:” E’ stato fatto così anche con la storia del mio  Portaborse e siamo usciti a testa alta. Io sono un garantista, lo sono per gli altri e lo sono per me, questi neofiti della politica vanno a pensare che ci sia una questione morale, ho spiegato loro all’epoca e oggi che non ho fatto nulla contro la legge e le procedure vigenti per trarne dei vantaggi. Io sto al mio posto perché sono con la coscienza a posto, la Magistratura chiarirà ancora di più con un giudizio”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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