PRIMARIE – Bersani a Campobasso “Chi governa deve essere amico di tutti e parente di nessuno”

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CAMPOBASSO – Vecchi e nuovi più vecchi che nuovi, pochi i giovani come del resto in occasione dell’arrivo di Emiliano, alla convention di Pierluigi Bersani tenutasi stasera nella sala della Costituzione della Provincia.

Una folla eterogenea con i delusi del Pd, i nostalgici e gli orfani di quei partiti spariti dal firmamento istituzionale e politico  della sinistra, i curiosi quelli che c’erano con Emiliano presenti anche da Bersani, quelli alla ricerca di un’idea per riprovare a votare persone affidabili e oneste.

Vecchi in senso consumato della politica e sala della riunione gremitissima, senz’altro più affollata della visita di Emiliano di qualche giorno fa.

Una chiacchierata garbata e molto tecnica a tratti senza troppi spargimenti di veleni quella dell’ex ministro Pierluigi con il popolo dell’Art.1 Movimento democratici e progressisti coordinata dagli attori principali che oparemo in Molise l’on. Danilo Leva il consigliere regionale Francesco Totaro e l’ex senatore Augusto Massa.

Molte anche le facce di un tempo che fu, quali Cinzia Dato, Peppino Astore, Anita Di Giuseppe, Michele Petraroia attualmente in Consiglio regionale, Nicolino D’Ascanio e appartenenti al Consiglio comunale di Campobasso: Emma De Capoa, Michele Durante della Provincia di Isernia, Rita Formichelli di Isernia e Marcello Cuzzone di Venafro.

Nonché alcuni sindaci: Salvatore D’Amico di Ielsi, Donato Pozzuto di Tufara, Nicola Manocchio di Fossalto e Vincenzo Notarangelo di Larino. Folta la rappresentanza della Cgil con Franco Spina, Susanna Pastorino, Sergio Calce e Lucia Merlo.

In sala, volutamente, Bersani ha anticipato di volersi soffermare sui valori i programmi e le prospettive dell’Art.1 quindi sul lavoro e le sue implicazioni sociali, sulla persona e sulla comunità, svolgendo, poi, una serie di valutazioni sempre a tema criticando ovviamente quanto è stato fatto nel corso degli anni della globalizzazioni tra luci e ombre e dallo stesso governo Renzi.

Il candidato alle Primarie per la segreteria del Pd prima di entrare in sala si è intrattenuto con la stampa illustrando gli obiettivi della Mozione del Mdp che sono quelli di “muovere le energie sociali culturali e civiche di un centrsoinistra ampio democratico senza le quali diamo campo libero alla destra.

Il nostro fine è quello di coinvolgere la gente di non arrivare alla formazione di un partitino ma ad un movimento che muova dagli ideali della sinistra e dai valori fondanti dell’articolo 1 che sono quelli soprattutto del lavoro della democrazia della liberta e della dignità.

Le frecciate a chi governa non mancano e giù.

“Si registrano eccessivi familismi, è una questione di stile, chi governa deve dire di essere amico di tutti ma parente di nessuno. Il nostro lavoro rimane quello di andare a recuperare quella gente che si è allontanata per questi motivi e per altro che non crede più nel partito. Sulle alleanze dovremo verificare quale legge elettorale avremo e che cosa prevede, da qui, poi, organizzarci”.

Insomma anche a livello locale la lotta ai vertici e ai rappresentanti renziani e quindi al governatore Frattura è lanciata. Totaro in sala parla di programma e progetto alternativi a quello del Pd, Danilo Leva tenta di togliersi parecchi sassolini da tutte e due le scarpe.

“Dobbiamo andare al recupero – ha detto il parlamentare di Fornelli – di quello spazio politico dettato dai sentimenti che nascono dai tradimenti di alcune ragioni fiondanti, le ragioni del lavoro. In Molise con molto sconcerto ho scoperto che alcuni assessori regionali esultano per la chiusura dello Zuccherificio. Nella scelta tra capitale e lavoro il centrosinistra sta con il lavoro, qui mi pare che è stato rovesciato il paradigma di fondo. Ci siamo scissi nel Pd non per le poltrone perché avremmo potuto trovarle attraverso un accordo con Renzi. Sullo stile che ci caratterizza la sinistra ha un comportamento diverso soprattutto rispetto delle istituzioni ragione per cui non potevamo tradire il nostro modo di essere continuando a convivere con i vertici del Pd, il nostro programma elettorale punta ad altro”.

Rita Formichelli candidato sindaco a Isernia spiega tutto il suo disagio di fronte alla dirigenza del Pd locale.

“Siamo in un partito che non c’è, a Isernia siamo senza organi di partito in cui tra l’altro non ci vogliono riconoscere, ormai vince la delusione di un partito fallito dove non c’è dialettica. Non vogliamo alcuna scissione ma il ritorno al dialogo e alla democrazia, preghiamo lei Bersani di portarci ad una soluzione con un eventuale successo alle Primarie. Noi non abbiamo perso gli ideali del Pd ma riteniamo di non avere più una casa aperta dove, inoltre, possano convergere le forze laiche e di sinistra e soprattutto i giovani. Questa è la terra promessa che auspichiamo possa diventare raggiungibile attraverso anche l’Mpd”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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