AMBIENTE – No alla centrale idroelettrica sul fiume Volturno, raccolte oltre 400 firme

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CERRO AL VOLTURNO – Continua la mobilitazione delle popolazioni dell’Alto Volturno, in particolare a Cerro al Volturno, per scongiurare la costruzione di una centrale idroelettrica sul fiume.

Le numerosissime firme (oltre quattrocento) che appoggiano il comitato “Volturno Valley” sollecitano le responsabilità del Comune  nei confronti del territorio che “verrebbe leso per decenni, anche a danno delle generazioni future”.

“Oltre ai cittadini – afferma Domenico Izzi (Comitato Volturno Valley) – anche le associazioni ambientaliste, come “Italia Nostra”, mettono in guardia per il pericolo che alcuni corsi d’acqua rischiano di prosciugarsi. Qualcuno argomenta che occorra prima attendere le decisioni della Regione, e poi, eventualmente, la mobiltazione del Comune.

Invece – continua- l’iter normale è proprio l’opposto: è il Comune che, anzichè restare inerte, dovrebbe attivarsi prima che la Regione decida, proprio per fornire a quest’ultima tutti gli elementi di fatto e di diritto che devono essere alla base della decisione regionale. Perciò non si comprende la mancata presa di posizione dell’Amministrazione comunale di Cerro, in merito a un’opera che non porta ai cittadini alcun vantaggio né economico né occupazionale né energetico.

La richiesta dei cittadini ha un supporto legislativo inoppugnabile: infatti già il decreto ministeriale 24.7.1986 sanciva che il complesso dell’Alta Valle del Volturno era area di interesse pubblico, e quindi sottoposta a tutte le disposizioni della legge 1497/1939.

Ancor più esplicitamente la legge regionale 7.8.2009 n.22 (successivamente integrata con la legge regionale 23.12.2010 n.23) afferma senza mezzi termini (art.2): “Nell’ambito delle competenze regionali stabilite dall’art.12 del D.Lvo 29.12.2003 n.387 e succ. modificazioni e integrazioni, la Regione Molise individua le seguenti aree come non idonee all’installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: parchi e preparchi o zone contigue e riserve regionali”.

Ebbene – commenta Izzi – quel tratto del fiume Volturno rientra indiscutibilmente in tale non-idoneità, poiché è zona contigua al parco nazionale. La Regione stessa lo afferma nel cartellone espositivo che compare in due luoghi sulla strada statale 158: “Area continua del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise” (art.32 legge 6.12.1991 n.394, Delibera Giunta Regionale n°802 del 29.7.2008: Area di eccezionale pregio ambientale”.

Già nelle scorse settimane si è sottolineato che la centrale porterebbe un danno ambientale grave ed irreversibile. Il contratto avrebbe la durata di ben 30 anni; questo significherebbe la distruzione e la morte della parte alta del fiume Volturno, elemento cruciale di qualsiasi progetto di valorizzazione della valle. L’acqua  – conclude – è vita”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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