CRONACA – Rissa tra migranti, arresti, sequestri e denunce. Al vaglio degli inquirenti un video

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ISERNIA – Spranghe di ferro, mazze, pale, un piccone, pezzi di legno. Tanti gli oggetti sequestrati, ieri mattina, dagli uomini della Questura di Isernia, intervenuti in via Giovanni XXIII per sedare la violenta rissa scoppiata tra i migranti, nella struttura di accoglienza “Hospitality”.

Un vero e proprio arsenale che avrebbe potuto comportare esiti ben più negativi di quelli registrati. La lite scoppiata al piano superiore della struttura,  si è poi spostata all’esterno, al piano terra. Qualcuno, infatti, voleva accompagnare uno dei feriti in ospedale ed è stato fermato dagli altri ospiti.

Sul posto oltre ai carabinieri, è giunto, grazie alla segnalazione al 113 di un cittadino, personale della Squadra Volanti e della Digos.

Lo scenario che le forze dell’ordine si sono trovate ad affrontare era di estrema gravità: una trentina di stranieri, contrapposti in due fazioni di etnie diverse (da una parte nigeriani e dall’altra afghani), si stavano scontrando con spranghe di ferro, bastoni di legno, pale ed altri oggetti, raccolti da un vicino cantiere di una casa in costruzione.

A supportare le due fazioni anche immigrati provenienti da altri centri di accoglienza di Monteroduni e San Pietro Avellana.

Con non poca fatica, gli operatori sono riusciti ad isolare i due gruppi e a fermare 5 tra i più facinorosi e attivi nella rissa. Nella concitazione di quei momenti, è rimasto leggermente ferito anche un militare dell’Arma, colpito dall’inferriata del cancello. Il carabiniere è dovuto ricorrere alle cure mediche presso l’ospedale Veneziale, con un trauma contusivo ad una gamba e una prognosi di 10 giorni.

Anche alcuni dei fermati sono stati sottoposti a cure presso il Pronto Soccorso, per le varie ferite riportate durante gli scontri, guaribili in pochi giorni.

Al termine delle formalità di rito, i 5 arrestati sono stati associati presso la locale Casa Circondariale, previa autorizzazione del PM di turno della Procura della Repubblica di Isernia.

Questi dovranno rispondere del reato di rissa aggravata, resistenza e lesioni a P.U. in concorso. Si tratta di tre nigeriani e due afghani, dai 45 ai 19 anni, quattro dei quali domiciliati presso la struttura “Hospitality” e uno a Monteroduni.

Proseguono intanto le attività di identificazione degli altri stranieri coinvolti che verranno denunciati per i medesimi reati. Gli inquirenti stanno visionando alcuni video, sequestrati agli ospiti, che riprendono i momenti più concitati della rissa.

Questa mattina, alla presenza del questore Ruggiero Borzacchiello e del procuratore della Repubblica di Isernia Paolo Albano, si è tenuta la conferenza stampa per illustrare i dettagli della vicenda.

Quello che più ci preoccupa – ha affermato il questore Ruggiero Borzacchiello – è stato capire quanto sia estesa la rete di solidarietà tra fazioni di migranti”. A dare manforte nella rissa infatti anche ospiti di altre strutture. Tra i motivi dello scontro ci sarebbe  la spartizione del territorio per quanto riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto hashish.

“I migranti coinvolti sono tutti muniti di permesso provvisorio di soggiorno, in attesa  di essere sentiti dalla Commissione di Campobasso alla quale – ha continuato il questore – scriveremo, perché valuti la loro situazione anche alla luce di questi episodi.
Questo fatto – ha aggiunto – può suscitare qualche allarme, ma stiamo facendo molto dal punto di vista della prevezione e anche per quanto riguarda la repressione. Cercheremo di stroncare sul nascere il fenomeno e al più presto proveremo a dare maggiori risposte“.

“La gravità dei fatti – ha affermato poi il procuratore Albano – va considerata sotto un duplice aspetto: da un lato la motivazione che ha dato origine alla rissa, lo spaccio di droga, e dall’altro l’utilizzo di oggetti pesanti, vere e proprie armi che avrebbero potuto portare a conseguenze ben più gravi”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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