CRONACA – Semaforo rosso nelle zone della Movida

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CAMPOBASSO –  Inquietante il racconto della Polizia di Stato su quanto accaduto nella notte del 12 marzo scorso in via Ferrari in una notte di Movida dove per poco non ci scappava il morto per una lite tra giovani e dove comunque c’è stato un ragazzo che ancora si trova in ospedale per una brutta ferita ad una mano messa a riparo di un coltello che gli poteva perforare o ledere organi vitali.

Un brutto e triste episodio che apre ad una serie di riflessioni in una città dove evidentemente bisogna pensare ad una strategia di prevenzione diversa dal passato diversa da quella concezione di città oasi innocente e responsabile. Fondamentale nel contesto di questo episodio di cruenta cronaca, come raccontatoci dalla Polizia di Stato che ha sottolineato come conseguenze certamente ben più gravi sarebbero scaturite se non si fosse intervenuto nel tempo in cui si è arrivati sul posto.

Fondamentale pertanto è stata  la combinazione di due elementi fondamentali, ovvero le telefonate al 113 di ignari cittadini del posto e il conseguente tempestivo intervento degli Agenti delle Volanti sempre presenti sul territorio.

E noi aggiungiamo e suggeriamo se ci viene permesso, la presenza quasi di un posto di blocco o di vigilanza o di discreta presenza in piazza Pepe dove tra l’altro è ubicata la sede della Prefettura, delle Forze dell’ordine, dalla Municipale alla Guardia di Finanza o Forestale soprattutto nel giorno più affollato della Movida, il sabato sera, per scongiurare questi tipi di reato che turbano e disgustano la città e i cittadini e soprattutto mettono paura a quei ragazzi e giovani che cercano il gusto e il piacere nel fine settimana di divertirsi in compagnia nei pub della zona.

Tra l’altro in via Ferrari e nei dintorni non è la prima volta che accadono risse e assembramenti pericolosi. Lodevole e tempestiva l’arrivo e l’impegno della Polizia di Stato che ovviamente deve tamponare e tappare tanti buchi al sabato sera insieme alle altre forze dell’ordine, ma chissà che attraverso un miglior coordinamento tra tutti e soprattutto programmando una prevenzione o una vigilanza più stretta nelle zone calde della città si possa evitare che succedano di questi episodi.

Aldo Ciaramella

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