PUNTO NASCITE – LeNeoMamme scrivono al Ministero della Salute

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Assicurazioni Fabrizio Siravo

ISERNIA – Il gruppo LeNeoMamme, che al momento conta oltre 600 membri, ha inviato al Ministero della Salute alcune osservazioni sulla questione del Punto nascita dell’ospedale Veneziale.

“Dalle notizie di ieri – affermano le mamme – abbiamo appreso che i Punti Nascita verranno rivalutati tutti a fine anno. La Direzione sanitaria ci ha comunicato che se non dovessimo raggiungere gli obiettivi auspicati (500 parti), penseranno alla richiesta di deroga.

Nel contempo, abbiamo contattato il Comitato Percorso Nascita Nazionale del Ministero della Salute ed abbiamo concordato l’invio di documenti da noi elaborati per poterne prendere visione e tenere in considerazione le nostre riflessioni”.

“Il numero di nati nel Punto Nascita di Isernia – scrivono in uno dei documenti le Neomamme – è da anni inferiore alle soglie stabilite dal decreto Balduzzi, per cui ne è stata programmata la disattivazione.
Ci preme ricordare che il Punto Nascita rappresenta, per l’intero territorio, una risorsa sia in termini di salute pubblica, sia in termini economici.
L’area a cui fa riferimento è peraltro estesa dal punto di vista geografico, dato che comprende anche regioni limitrofe dell’Abruzzo e della Campania. Essa include circa 87.000 abitanti solo nella Provincia di Isernia, distribuiti in 52 comuni, per la maggior parte ubicati su un territorio orograficamente irregolare e impervio.
Il Molise, infatti – evidenziano – ha caratteristiche decisamente sfavorevoli alla viabilità: l’abbondanza e la frequenza delle nevicate invernali; lo stato precario delle strade e delle infrastrutture (non agevolato dalla ristrettezza di risorse dovuta al piano di rientro). Tutte queste peculiarità – affermano – comportano rilevanti difficoltà negli spostamenti, che, in caso di chiusura del Punto Nascita di Isernia, supererebbero largamente l’ora per raggiungere l’Hub regionale di Campobasso.
Se il nostro comune obiettivo è la sicurezza delle mamme e dei bambini, dobbiamo ammettere che non ci sentiamo al sicuro nel dover raggiungere un altro centro per partorire, attraverso un tragitto del quale non è garantita la viabilità in caso di eventi sfavorevoli o di emergenze mediche, quando è attivo un centro che, con uno sforzo ragionevole, potrebbe garantire gli stessi standard di sicurezza di un centro di riferimento”.

Le neomamme non nascondono poi la propria preoccupazione per gli ultimi provvedimenti stabiliti dalla Regione Molise nell’ambito del riassetto della Rete Ospedaliera Regionale, con il Programma Operativo Straordinario 2015-2018 che prevede per i reparti di ostetricia, ginecologia e senologia del Veneziale di Isernia un dimezzamento dei posti letto: da 15 a 8 (+ 1 DH/DS); lo stesso decreto prevede 14 posti letto (+ 2 DH/DS) per il S. Timoteo di Termoli e 22 (+ 2 DH/DS) per il Cardarelli di Campobasso.

Per queste ragioni, al fine di raggiungere i risultati attesi e con l’augurio di ottenere la deroga al decreto Balduzzi, chiedono che i posti letto vengano ridistribuiti in considerazione delle alte potenzialità del Punto Nascita di Isernia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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