VENAFRO – Il ricordo di Totò nel 60.mo del ciak di “La legge è legge”

La legge è legge
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EVENTI – Una sorta di simpaticissima gara è in corso a Venafro tra i venafrani avanti negli anni che nell’inverno/primavera del 1957 furono spettatori e protagonisti come comparse di tante scene del film “Le legge è legge”, indimenticabile pellicola con Totò e Fernandel.

In effetti i venafrani adulti a sessant’anni di distanza amano ricordare quanto avvenne all’epoca, andando a “scavare” nel più profondo della loro memoria alla ricerca di aneddoti particolari soprattutto sul Principe della Risata, Totò.

Riportiamo alcuni di tali ricordi nel nome di Totò, la cui presenza a Venafro ha lasciato segni indelebili in tantissime persone del tempo.

“Totò che alloggiava in un’accogliente casa privata del centro storico di Venafro non essendoci all’epoca alberghi da noi -ricorda un lettore- era un autentico “signore”, sia sulla scena che nella quotidianità. Amava scherzare, sorridere, trattare gli altri con tanto garbo, fermo restando un contegno assolutamente “signorile”, convinto com’era di avere titoli onorifici a non finire. Tra il serio ed il faceto infatti amava affermare, con assoluta convinzione ed altrettanta determinazione, di essere Altezza Imperiale, Principe, Palatino, Cavaliere del Sacro Romano Impero, Ufficiale della Corona d’Italia, Cavaliere della Gran Croce dell’Ordine di Sant’Agata e San Marino e Marchese di Tertiveri”.

“Quest’ultimo titolo però, amava puntualizzare, di solito non lo uso!”.

Il prosieguo della testimonianza di prima mano sul personaggio Totò: “Amava tantissimo gli animali, ed in primis i cani, di cui aveva adottato ben 220 esemplari! Amava definire “Barone” il suo cane lupo Dick, mentre Peppe, uno degli ultimi suoi cani, era secondo Totò “Visconte di Lavandù”.

Ma per  il Principe Antonio De Curtis, in arte Totò, non c’erano solo i cani.

Aveva infatti un pappagallo, di nome Gennaro, ovviamente data la sua napoletanità, che era Cavaliere.

La conclusione dei ricordi venafrani sul personaggio Totò  e sul suo amore per i cani in particolare: “Il cane è un signore, tutto il contrario dell’uomo!”, era solito affermare. Dell’indimenticabile attore comico napoletano, alla cui memoria l’Università Federico II di Napoli ha appena concesso la Laurea post Mortem per le sue indubbie qualità nell’ambito dello spettacolo e della cinematografia, Laurea ritirata dalla nipote Elena Anticoli De Curtis, del personaggio e della sua presenza in Molise sessant’anni orsono -si diceva- iI Parco Regionale dell’Ulivo ed il movimento I Venafrani per Venafro hanno ideato il progetto “In memoria di Totò e Fernandel a Venafro”  nel 60.mo del ciak della famosa pellicola girata interamente in Molise.

Per la circostanza ci sarà giovedì 20 aprile (h 17,00) la proiezione commentata di “La legge é legge” presso la sede del Parco in piazzetta SS.ma Annunziata.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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