EGAM – Nuova governance dell’acqua, passa la legge per un voto. Le reazioni…

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CAMPOBASSO – La nuova legge sull’acqua e quindi la costituzione dell’Egam passa in Consiglio regionale per un voto 10 a 9.

Maggioranza spaccata pezzetti di politica qua e la a difesa o contro il provvedimento e alla fine l’assenza del consigliere Sabusco e l’astensione della consigliera  Lattanzio sono provvidenziali per il centrosinistra che porta a casa un risultato politico di grande portata per quanto si era prefissato in partenza.

Contro il provvedimento hanno votato il centrodestra, quelli in aula,  i Cinque stelle insieme a Petraroia Niro Totaro e Scarabeo.

Immediate le reazioni politiche sulla nuova normativa. L’ex presidente della Regione Michele Iorio nel suo comunicato titola  “L’Egam è legge senza maggioranza”

“E’ sorprendente dice-  leggere soddisfazione sui volti della Giunta regionale per l’approvazione di una legge, quella sull’Egam, avvenuta in aula senza i numeri della maggioranza. Se non ci fosse stata l’astensione di chi aveva dichiarato di agire per il bene del Molise, con i suoi 10 voti il governo Frattura infatti non sarebbe andato da nessuna parte. Si è verificato, in poche parole, ciò che noi di centrodestra sospettavamo e che questa mattina ci aveva spinti ad abbandonare l’aula chiedendo ai dissidenti della maggioranza di seguirci. Era l’unica soluzione per stanare le posizioni ambigue di chi è troppo abituato a predicare bene salvo poi comportarsi in maniera contraria nei momenti cruciali.

Ma tant’è. Gli esponenti di questo centrosinistra ci hanno abituato a tutto, anche ad addossare a noi di centrodestra platonici accordi con il governo Frattura, salvo poi scoprire che la stampella sono, come sempre, proprio loro nonostante le dichiarazioni da finti oppositori. Resta il fatto che il Consiglio regionale oggi ha approvato una legge vergogna. Ma non è detta l’ultima parola. Noi di centrodestra andremo fino in fondo e valuteremo tutte le strade per ostacolarne l’applicazione” Iorio ricorda l’efficienza di Molise acque.

“Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: la Regione Molise ha già un ente pubblico per la gestione dell’acqua ed è Molise Acque. E nonostante le affermazioni del presidente Frattura, l’ente godeva di ottima salute prima dell’arrivo del centrosinistra. Infatti questo governo dovrebbe spiegare ai molisani come mai Molise Acque ha un debito di 32 milioni per l’energia elettrica e, al contempo, ha parcheggiato in un cassetto una determina dirigenziale dell’allora direttore generale  Giorgio Marone che nel 2014 aveva individuato la modalità di risparmio facendo scendere il costo dell’energia da 13 a 8 milioni all’anno e che, in termini percentuali, avrebbe prodotto un vantaggio non di poco conto per l’azienda pubblica. Quali sono i vantaggi di queste azioni scellerate degne della più acuta miopia politica e amministrativa?

Per quanto riguarda la fornitura dell’acqua da parte del Molise ad altre regioni  siamo costretti a ricordare che fino ad aprile 2014 proprio la Regione Campania aveva azzerato il debito.

Inoltre, all’insediamento del governo di centrosinistra era in corso una trattativa volta ad inserire nell’Accordo di Programma anche le acque di Venafro con un introito per il Molise che passava dai 4 ai 20/25 milioni annui. Che cosa è stato fatto dalla Giunta Frattura per applicare questoprotocollo?”

I Cinque stelle definiscono il cammino che l’ha portata fino all’approvazione <il teatro dell’assurdo>: “La discussione in Consiglio regionale sulla riforma del sistema idrico integrato si è trasformata nel teatro dell’assurdo – commentano i consiglieri Federico e Manzo –  Abbiamo assistito da un lato a un centrodestra che ha cambiato strategia in corso: prima ha deciso di non partecipare al voto, per giunta compromettendo un emendamento chiave che poteva garantire la gestione pubblica dell’acqua.

Dall’altro il centrosinistra si è mostrato dilaniato tra correnti e strategie, la maggioranza ha traballato e lo abbiamo letto negli occhi di tutti i presenti. Noi siamo rimasti fermi sulle nostre posizioni, fieri della nostra coerenza.

Eravamo pronti a tutto pur di far cadere una legge nata male e cresciuta peggio. Gli altri hanno provato a rincorrerci e a trascinarci appresso alle loro strategie. Noi siamo andati avanti per la nostra strada, certi delle nostre idee. Restano senza risposta i nostri dubbi sulla strada percorsa che con ogni probabilità non porterà alcuna garanzia per una gestione pubblica dell’acqua, sulle risorse finanziarie che dovranno impiegare i Comuni per l’istituzione e il funzionamento di Egam, nonché sui rapporti che potranno instaurarsi con Molise Acque.

Ma soprattutto i costi per i cittadini aumenteranno. Comunque sia ora la palla passa ai sindaci che hanno una grande responsabilità.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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