QUESTURA – Il prefetto Gabrielli a Isernia, un incontro “sereno e rilassato”

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ISERNIA –  Il capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli si è recato in visita presso la Questura di Isernia dove ha incontrato il personale, le organizzazioni sindacali e una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato.

Il prefetto Gabrielli ha tenuto un interessante incontro  con il personale della Polizia di Stato e dell’amministrazione civile dell’Interno, nel corso del quale ha delineato gli obiettivi dell’Amministrazione, le priorità e soprattutto le sfide che l’attuale momento storico impone.

Si è trattato di un incontro sereno, rilassato, connotato da un grande rispetto per il lavoro che gli operatori della Polizia di Stato svolgono quotidianamente in tutti i settori più “difficili” della nostra società, e soprattutto dall’umanità e la vicinanza che l’Amministrazione vuole restituire al proprio personale.

Proprio al Capo della Polizia si è rivolto nel suo discorso il questore di Isernia Ruggiero Borzacchiello: “Un grazie di cuore a Lei, per averci onorato della Sua presenza.

Allorquando il direttore del Museo, Vigliotti, e i suoi validi collaboratori, che ringrazio, mi sottoposero il programma della cerimonia che si sarebbe tenuta oggi compresi che era necessario offrire non solo la collaborazione della Polizia di Stato, ma visto che l’evento rappresentava un momento di riflessione, di ricordo, ritenevo potesse essere sancito con la Sua presenza Sig. Capo della Polizia, non solo e non tanto nella Sua veste di Direttore del Dipartimento della P.S., ma perché Lei Capo è stato un attento conoscitore nonché eccellente protagonista nel contrasto e lotta all’eversione e al terrorismo politico, riuscendo, nel 2003, ad eliminare sul nascere il ritorno di quelle frange terroristiche, denominate “Nuove Brigate Rosse”, che avrebbero potuto far ricadere il nostro paese negli anni di piombo.

E anche in quel momento la dedizione e l’attaccamento alla divisa degli uomini della Polizia di Stato fu pagato a caro prezzo con il sacrificio del Sov. Emanuele Petri della Polfer. Ecco perché ho ritenuto che la Sua presenza qui a Rocchetta in questo Museo fosse, mi sia consentito, opportuna anziché necessaria, perché Lei Capo più di altri ha conosciuto questi periodi per certi versi drammatici, perché sappiamo l’importanza e il significato che Lei attribuisce alla memoria e al sacrificio di chi, indossando la nostra gloriosa divisa, ha immolato la propria vita per difendere la libertà e la sicurezza del nostro paese, ma al tempo stesso esaltante per gli ottimi risultati dell’attività di contrasto e info-investigativa posta in essere, riuscendo, così, ad evitare il sacrificio di altre vite umane, come purtroppo successe in quel lontano 22 ottobre del 1975, allorché a seguito di un conflitto a fuoco con dei brigatisti, persero la vita il nostro Maresciallo Lombardi, unitamente agli altri due suoi colleghi, il Brigadiere Giovanni Mussi e l’Appuntato Armando Fermiano, il cui ricordo sarà sempre vivo nella nostra memoria.

La ringrazio per aver subito aderito all’invito rivoltoLe che rende la cerimonia odierna ancor più carica di significati per noi tutti. Grazie” .

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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