SOCIALE – Sollecitazione per l’adozione di sostegni sociali per le fasce più deboli

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CAMPOBASSO – C’è la normativa ma non ci sono la macchina amministrativa e quindi la politica che spingono con forza tenendo conto della materia disciplinata e quindi della sua delicatezza  che interessa naturalmente le fasce popolari più fragili, i più poveri e le persone svantaggiate, meno fortunate e che soffrono per la perdita del lavoro, che non dispongono del necessario per vivere, che hanno una propria disabilità grave, quelli che non possono pagare il fitto della casa o che debbono abbandonare gli studi per problemi economici.

I Cristiano sociali denunciano che con una serie di proposte positive evidenziando come il Movimento raccolse mille firme su una petizione popolare trasmessa a tutte le Istituzioni per sollecitarne l’attenzione ed il recepimento.

L’obiettivo era e rimane quello di alleviare il disagio sociale di chi soffre attraverso l’attuazione della nuova Legge Quadro Regionale sulle politiche sociali che recependo la legge 328/2000 ha tracciato il solco in cui operare a tutela delle fasce in difficoltà.

“Per concretizzare, però, gli obiettivi strategici della nuova norma quadro regionale sulle politiche sociali e del Piano Sociale Triennale 2016-2018 occorre potenziare la struttura tecnica, amministrativa e professionale del Servizio Politiche Sociali della Regione Molise e dei 7 Ambiti Territoriali di Zona in cui è divisa la regione, ed evitando di confondere questo specifico settore di contrasto alla povertà con la Direzione Generale della Sanità e con i temi sanitari. Già dallo scorso anno il Movimento dei Cristiano Sociali continuano i vertici del Movimento – sostenne la necessità di sbloccare i 12 milioni di fondi europei dell’Obiettivo Tematico 9 del POR FSE 2014-2020 a partire dal finanziamento ai comuni di 1.500 borse lavoro annuali per disoccupati di lunga durata. Riformare i Centri per l’Impiego per implementare i fondi nazionali per il Sostegno all’Inclusione Attiva e sommarsi al Reddito Minimo di Inclusione Regionale in vigore dal 2012, per prendere in carico i più poveri, le figure fragili e i soggetti svantaggiati per reinserirli nel mondo del lavoro restituendogli opportunità e prospettive”.

Quindi sollecitano la Regione

“L’arroccamento irresponsabile della Regione Molise degno di miglior causa accentua il disagio delle nostre famiglie in difficoltà, tiene fermi i fondi europei e nazionali destinati al contrasto alla povertà e all’Inclusione, – conclude la nota dei Cristiano sociali – non apre alcuna riflessione sugli effetti sociali di una crisi economica devastante e che ci obbliga come Movimento dei Cristiano Sociali a proseguire nella modestia delle nostre forze la mobilitazione a tutela di chi non ha voce, di chi non ha pane, casa o lavoro. In un anno siamo riusciti ad avere riscontri dalla Presidente della Camera dei Deputati, dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, dalla Prefettura e da tante organizzazioni che hanno condiviso almeno in parte le nostre proposte, ma non siamo riusciti a scalfire le rigide posizioni delle istituzioni locali e della Regione Molise, e per questo pur consapevoli delle difficoltà che ci attendono continueremo a impegnarci affiancando i non autosufficienti, i disoccupati di lunga durata, i poveri e chi soffre per qualsiasi marginalità o esclusione”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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