VENAFRO – Interessante dibattito sull’attualità della Resistenza

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EVENTI – Diversi gli spunti di riflessione e gli interventi nel convegno.

Perché è ancora attuale parlare di Resistenza? A questo importante quesito si è cercato di rispondere nell’interessante convegno organizzato da “Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista ieri pomeriggio intorno alle 18:00 presso la Biblioteca comunale “De Bellis-Pilla-Morra” di Venafro. Molte le persone che hanno assistito all’incontro il quale ha dato diversi spunti su cui riflettere.

Il primo ad intervenire è stato il Sindaco Antonio Sorbo: “Migliaia di Africani hanno combattuto per la libertà dell’Italia e sono sepolti al cimitero militare francese qui a Venafro, bisogna ricordare questo quando c’è qualcuno che invece oggi vede solo un’invasione e gli chiude la porta in faccia, noi siamo favorevoli allo SPRAR”.

Lo stesso Sorbo ha citato la lettera che Giaime Pintor (l’intellettuale che giovanissimo decise di andare a combattere i tedeschi, morendo, poi, a Castelnuovo al Volturno) inviò al fratello, spiegandogli l’importanza di aderire alla Resistenza.

“È un messaggio per le nuove generazioni, difendete i vostri diritti!”

Angela Angelillo ha citato la scrittrice e partigiana Renata Viganò in merito alla questione delle donne durante il periodo della Resistenza e il suo romanzo “L’Agnese va a morire”. “È grazie al sangue dei partigiani che abbiamo la nostra Costituzione, la democrazia e la libertà”.Angela Angellillo Venafro

Piero Calamandrei, grande politico, partigiano ed accademico italiano è stato citato e ricordato dal moderatore dell’incontro Rocco Viccione.

Il Consigliere regionale Michele Petraroia, intervenuto all’evento in veste di Vicepresidente Anpi il Molise ha dichiarato espressamente che “il corpo italiano di liberazione e la Resistenza sono partiti da Venafro, da Scapoli, dalla presa di Monte Marrone, grazie al sangue degli alpini e dei partigiani. Molti molisani hanno combattuto per la libertà, i primi furono i martiri di Fornelli nell’ottobre del 1943, in un periodo, in cui gli italiani venivano utilizzati come “carne da macello” dagli stessi Alleati, e mandati in prima linea a morire”.Michele Petraroia

Lo stesso Petraroia lancia un’idea per ricordare i martiri molisani: “Sarebbe una buona idea coinvolgere le scuole per far conoscere le storie di coloro che hanno dato la vita per la libertà e che provenivano da Venafro e dintorni, come già successo nei giorni scorsi in altre città molisane. Anche l’idea di istituire un museo storico dei partigiani sarebbe interessante. Oggi la sostanza della Costituzione è stata tradita in merito al lavoro, alla salute, all’ambiente, ognuno deve fare qualcosa per salvare e applicarla concretamente”.

Poi la parola passa all’On. Danilo Leva. “Bisogna ricordare la dimensione popolare della Resistenza, della partecipazione, che oggi è un bene deperibile. Come far vivere i valori della Resistenza qui in Molise? La vicenda dello SPRAR di Isernia ci fa riflettere…siamo culturalmente indietro. La Resistenza la viviamo tutti i giorni nel diritto all’acqua pubblica, alla scuola, al lavoro che non c’è. Molti di noi hanno deciso di difendere la Costituzione nello scorso referendum, non è stata una scelta personale semplice, ma era una decisione giusta da prendere. Io scelgo di stare con l’Anpi, infatti domani saremo a Milano per la manifestazione nazionale.Prof. Giovanni Cerchia Venafro

Il prof. Giovanni Cerchia, docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi del Molise è così intervenuto: “La Resistenza era un mondo fatto di persone con ideali diversi, cattolici, socialisti, comunisti, repubblicani….ma uniti per la libertà. La nostra Costituzione appartiene a tutti, anche a coloro che hanno perso la guerra. Il nostro 25 aprile è come il 14 luglio per la Francia.

Con la guerra fredda gli stessi partiti politici che hanno combattuto assieme nella Resistenza si dividono, da una parte i socialisti e i comunisti, dall’altra i democristiani che solo negli anni sessanta si sono riavvicinati. Anche la nostra costituzione venne in un certo senso “congelata” per via del contributo della sinistra alla stesura di alcuni suoi articoli.

Ricordiamoci che la Resistenza fu anche una guerra tra italiani, una guerra fratricida. Sembra che ci si sia dimenticati del Mezzogiorno, ma da Salerno alla linea Gustav siamo stati sempre attivi, in modo diverso rispetto al Nord, ma ci siamo stati”.

Lo stesso Cerchia ha ricordato la storia del partigiano Giovanni Porfirio, partigiano comunista di Trivento e delle sue vicissitudini anche personali avvenute durante la Resistenza.Winterline Venafro

Una volta terminato il convegno, il prof. Cerchia ha voluto visitare il museo “Winterline” accompagnato, tra gli altri, dai responsabili Luciano Bucci e Domenico Vecchiarino. Gli stessi si sono intrattenuti mostrando al professore, i ritrovamenti più importanti ed esclusivi della loro collezione, il quale ha apprezzato molto. Il gruppo si è soffermato anche a parlare delle condizioni in cui i militari combattevano sulle montagne attorno a Venafro, delle armi utilizzate dagli Alleati, dai tedeschi e dagli italiani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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