DOPO PRIMARIE – Ruta usa il misurino, ma rompe gli indugi

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CAMPOBASSO – Il risultato della Mozione Emiliano, guidata in Molise dal senatore Ruta e soprattutto lo sguardo sul futuro che sebbene osservato con gli “occhiali scuri”, sono elementi che ormai rendono comunque, tracciabile la vista sull’orizzonte del senatore campobassano.

La contrapposizione politica ma soprattutto lo scontro di carattere programmatico sui temi più importanti del momento e del futuro più immediato, mettono ormai uno di fronte all’altro o l’uno contro l’altro e quindi certamente  non insieme, il presidente della Giunta regionale Frattura e Ruta.

Nel frattempo esulta quest’ultimo per i voti raccolti nelle Primarie a sostegno di Emiliano. Nella conferenza stampa di stamattina, presente la squadra locale che ha lavorato per il Governatore della Puglia, il senatore Ruta ha presentato tutta la sua soddisfazione per il risultato acquisito. A cui si è aggiunta  quella del presidente di Molise democrativo Stefano Buono.

Il 22,5% a fronte del 10,5% del dato nazionale, i successi di Ripalimosani e Sepino, i pareggi di Fossalto e Campomarino hanno configurato un consenso finale dove il Molise per Emiliano risulta la terza Regione italiana per i migliori favori raccolti.

La lista campobassana sostenuta dal sindaco Battista da assessori e consiglieri di palazzo San Giorgio ha eletto per l’assemblea nazionale Giosè Trivisonno che si alternerà con Mariarosaria Nardoia, Fabia Onorata e Vincenzo Cordisco.

Un traguardo ritenuto eccellente dal senatore Ruta acquisito in uno spazio troppo breve poco più di un mese ha rilevato Ruta che ha aggiunto, “una locomotica comunque è stata lanciata e si avvia in autunno caldo in cui sarà necessario – ha sottolienato il senatore campobassano – per ridare migliori risposte al Molise e ritrovare l’impegno necessari a riconsegnare al centrosinistra forza e credibilità e per ricostruire una classe dirigente rinnovata e competente.”

Ruta ha rilanciato quindi un vincolo imprescindibile quello delle Primarie. Obbligatorio, ormai, per la scelta del candidato presidente della Regione. Primarie di coalizione, per Ruta, che “sappiano recuperare altre forze per un grande centrosinistra e rigenerare la voglia di politica tra la gente”.

Non si rivela, non dice mai di volersi proiettare anima e corpo nella sfida a Frattura ma è troppo evidente che questa è la strada che comincerà a seguire in maniera palese da qui a breve. Ha detto di voler riunificare il partito nel tentativo di fare la giusta sintesi per puntare immediatamente su un nome che possa assolvere a questa esigenza, insomma passare alla discontinuità.

Facendo intendere la possibilità di un candidato autonomo nel caso non si volesse comprendere e accettare l’esame delle Primarie. Tappa quest’ultima, ha detto Ruta, salutata dalla segreteria regionale come una grande manifestazione di partecipazione popolare e di democrazia.

“Quindi Primarie senza altre imposizioni da parte della segretaria – ha concluso il senatore –  rispettando la convinzione che tanto sia un provvedimento di selezione e di valutazione su quello che è stato compiuto sin qui e che perciò appartiene a tutti”.

Insomma le batterie di fuoco sono state poste sulle barricate, certamentene ne vedremo delle belle nei prossimi giorni. Ruta ha aperto la sfida, ora saremo curiosi quanto aggiungerà l’on. Leva.

Un fatto è certo: tutti vogliono un recupero e la ricomposizione del puzzle del centrosinistra, dalla Sinistra alle Associazioni ai Comitati etc, sarà interessante, a questo punto, osservare come la segretaria del Pd dialogherà con tutte questa anime sociali e politiche in alcuni casi distanti dalle posizioni del Renzismo e dal Pd cosa porrà come condizione, quale sarà il metodo di analisi sulla ricomposizione o sulla conferma dello schema dirigenziale che si vuole presentare e quindi accreditare alla prossima competizione elettorale per le Regionali.

Un dato è inoppugnabile se nel centrosinistra e ancora più nel Piddì ora esistono queste situazioni di bipartzanismo avvelenato che va avanti solo per convenienza “associativa”  originando continue e profonde spaccature che originano incomprensioni politiche e personali, va a finire che senza un punto di incontro e di rinuncia dall’una e dall’altra parte, si potrebbe andare incontro ad altra ancora più rovinosa e catastrofica divisione per tutti.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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