
ROMA – Una lettera aperta, a firma delle lavoratrici del Movimento ‘Opzione donna’, per chiedere la prosecuzione, anche per il 2018, dell’Opzione Donna è stata indirizzata al presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, ai ministri e parlamentari italiani.
La misura in questione, consente alle lavoratrici italiane di andare in pensione con 57 anni di età, 35 anni di contributi e con il calcolo integralmente contributivo dell’assegno mensile. Con l’ultima legge di Bilancio si è di fatto interrotto il regime sperimentale. A nulla sono servite le interrogazioni parlamentari al ministro del lavoro Poletti. Sotto accusa la ‘non risposta’ dell’organo di Governo che si appella.
“Ci siamo appellate a voi più volte per la Proroga e per la prosecuzione di Opzione Donna e per questo – si legge nella missiva – vi abbiamo fornito quelle che riteniamo giuste e circostanziate motivazioni.
Vi abbiamo pregato di porre la necessaria attenzione ad “Opzione Donna”, ma non ci è giunto finora alcun cenno di riscontro da parte vostra. Vi regolate come se non esistessimo e continuate a perseguire in forma unilaterale il vostro disegno di “portare a conclusione”, e cioè, di far morire il regime OD nonostante esso risponda ad un reale bisogno per migliaia e migliaia di donne, e comporti indiscutibili ed elevatissimi vantaggi economici e sociali che vengono sistematicamente taciuti.
In questo comportamento – scrivono -noi ravvisiamo aspetti di arbitrarietà (dal momento che la verifica d’impatto della Legge Maroni non è stata propriamente effettuata) e di incomprensibile crudeltà nei confronti di donne e lavoratrici non dissimili da quelle che la Legge 243 ha individuato e soddisfatto”.
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