SCUOLA – Precari, i Giudici accolgono i ricorsi della Flc Cgil del Molise

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CAMPOBASSO – Precari della scuola dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea anche i Tribunali della Regione hanno iniziato a emettere le prime sentenze a favore degli insegnanti a tempo determinato.

Lo comunica la Flc Cgil  che dal  2011 ha presentato ricorsi in tutti i tribunali molisani per il riconoscimento dei diritti a lungo negati ai precari della scuola (stabilizzazione e scatti di anzianità).

La vertenza ha avuto una svolta dopo la celebre sentenza della Corte di Giustizia Europea del 26 novembre 2014, che ha stabilito un principio ineludibile: la reiterazione dei contratti a tempo determinato, per soddisfare esigenze permanenti e durevoli delle scuole statali, non è giustificato.

La normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola, pertanto, è stata ritenuta contraria al diritto dell’Unione Europea.

Questa è stata la vera ragione delle assunzioni in ruolo degli ultimi anni: un atto dovuto per evitare onerosi risarcimenti.

“Era evidente – conferma la Flc Cgil –  come tale sentenza determinasse dei principi che non potevano essere ignorati anche dalla giurisprudenza, per cui ci siamo sempre dichiarati fiduciosi per i tanti iscritti alla FLC CGIL Molise che in questi anni hanno iniziato la vertenza presso i giudici di Campobasso, Isernia e Larino e che in alcuni casi attendono l’esito dei ricorsi presentati in Cassazione”.

Nel frattempo, però, relativamente al riconoscimento per intero del servizio pre-ruolo,  iniziano ad arrivare sentenze positive anche dai giudici di I° grado. Dopo le due sentenze del Tribunale di Campobasso del 13 marzo 2017 (N°111/2017 e N°113/2017) che hanno interessato 14 ricorrenti, pronunce positive stanno arrivando in successione anche dagli altri Tribunali della regione.

In particolare, pronunciandosi su uno dei ricorsi patrocinati dalla FLC CGIL Molise tramite lo studio Legale Mariano, il Giudice di Isernia, con sentenza n.202/2017, ha ritenuto fondata la richiesta di accertamento del diritto alla progressione retributiva per l’anzianità di servizio come prevista per il personale di ruolo, con condanna al pagamento delle relative differenze retributive.

Secondo l’adito giudice, infatti “la domanda va intesa come fondata sulla completa equiparazione tra personale non di ruolo e personale di ruolo, e sull’esistenza di una violazione del principio di non discriminazione stabilito dalla direttiva 1999/70/CE”.

“Si tratta di un principio ineccepibile dal punto di vista giuridico – continua la Flc Cgil -, e ci batteremo in tutte le sedi affinché tale riconoscimento avvenga per tutti i lavoratori. Nel frattempo, considerato le resistenze del MIUR sul punto, presenteremo nuovi ricorsi, per DOCENTI, ATA e PERSONALE EDUCATIVO di ruolo, finalizzati ad ottenere il pieno riconoscimento, giuridico ed economico, ai fini della ricostruzione della carriera di tutto il servizio prestato a tempo determinato”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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