LEGGE ELETTORALE – Spina (Confcommercio): “la popolazione faccia sentire la propria voce”

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CAMPOBASSO – “Il dibattito sulla modifica della legge elettorale della Regione Molise rischia di diventare un dibattito tutto interno alla casta politica, senza tener conto che scopo principale di una riforma del genere  dovrebbe essere quello di tutelare gli interessi dei cittadini migliorando il rapporto tra questi e la politica regionale puntando a elevare la competenza e la capacità a svolgere il proprio ruolo da parte degli eletti”.

Lo afferma Paolo Spina presidente della Confcommercio Molise.

“Ritengo fondamentale – continua- che la categoria economica dei commercianti, diffusa sul territorio, che opera a stretto contatto con la popolazione, che vive naturalmente le problematiche dei cittadini, faccia sentire la propria voce in una fase così importante di revisione della struttura della nostra Regione.

Ritengo doveroso intervenire sul tema, consapevole dell’importanza che assume l’allargamento della discussione a tutte le categorie economiche e sociali presenti sul territorio regionale.

I segnali che vengono dalla nostra categoria -spiega Spina- già testimoniavano il timore di una impostazione della legge, volta esclusivamente alla salvaguardia della classe politica espressa da micro territori, non orientata allo sviluppo dell’intera Regione. In questa prospettiva appare paradossale la proposta di introdurre un terzo collegio, invece di provare ad accorpare gli attuali due in un collegio unico regionale.

In un Regione limitata sul piano dimensionale e demografico come il Molise, ci si dovrebbe porre il problema, prima di tutto, di migliorare la qualità professionale degli eletti.

Questo può avvenire solo accentuando la competizione elettorale aumentando il bacino di acquisizione del consenso; un risultato che non si ottiene con ipotesi di suddivisioni territoriali basata su logiche meramente clientelari.

La suddivisione in Collegi del ristretto territorio regionale porterebbe a garantire la rappresentanza a Consiglieri eletti solo sulla base della appartenenza geografica e, giocoforza, rappresentanti di quell’unico territorio al quale “devono” l’elezione.

Un risultato che restringe e limita, invece che ampliare, la competizione elettorale e la riduce a un rituale quasi condominiale visti i piccoli numeri sufficienti, in qualche caso, per risultare eletti.

La conseguenza sarà la difficoltà, una volta risultati eletti, di alzare il livello qualitativo della proposta legislativa essendo ciascuno dei Consiglieri rappresentante di ambiti territoriali localistici per il ruolo e la valenza che dovrebbero, invece, avere i legislatori regionali.

Al contrario, è necessario che la legge elettorale regionale garantisca l’elezione di Consiglieri che siano espressione – conclude il presidente – di tutto il territorio molisano”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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