VENAFRO – Processione dei Santi Martiri slittata di 24 h, strappo alla storia plurisecolare

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PROCESSIONE – Considerazioni col botto sulle imminenti festività patronali di Venafro, ossia idee che fanno rumore e contemporaneamente opinione.

Ad esprimerle, senza usare mezzi termini com’è nella sua natura di uomo, il primario ortopedico della sanità pubblica molisana, il venafrano Enzo Bianchi, già Sindaco della città ad inizio 2000.

“Apprendo non senza stupore e contrarietà -attacca il professionista ed ex amministratore della città- che quest’anno la solenne e partecipatissima processione che conclude annualmente le festività patronali venafrane si svolgerà il 19 giugno e non già il 18, come da consolidata tradizione e storia da tutti a Venafro condivise ed avallate; prima dai nostri padri, oggi da noi che abbiamo ricevuto il testimone di siffatta fede. Ebbene al riguardo affermo senza mezzi termini di essere assolutamente contrario all’innovazione ed allo slittamento di 24 h del rito, a prescindere da qualsivoglia motivazione, e come me la pensano tant’altri venafrani, certamente la maggior parte”.

Lo spostamento di data del rito dal 18 al 19 -proviamo a spiegare- è dipeso dalla concomitanza col Corpus Domini e quindi dalla necessità di dare precedenza alla processione di tale ricorrenza.

“Giustissimo -afferma il dr. Bianchi- e convegno certamente sulla opportunità di rispettare il Corpus Domini, data la sua importanza religiosa. Ciononostante continuo  a non condividere lo slittamento di 24 h della processione conclusiva delle nostre festività patronali e mi spiego. Il rito del Corpus Domini si sarebbe potuto svolgere benissimo nel primo pomeriggio del 18 giugno senza arrecare problema alcuno alla processione patronale serale della stessa giornata. In tal modo si sarebbero rispettati sia il Corpus Domini e sia il rito conclusivo delle festività patronali venafrane. Conservare cioè al 18 giugno la processione conclusiva della cosiddetta  Festa di San Nicandro, a mio parere era senz’altro opportuno e necessario per la fede popolare, la storia della nostra città e la tradizione plurisecolare dei nostri avi. Del resto toccare ed incidere sulle tradizioni non è bello né utile né conveniente. Si prenda il rito d’apertura del 17 maggio, che per secoli si è svolto nel silenzio, nella partecipazione e nell’intensità emotiva delle  h 6,00 dell’alba e che da qualche anno per decisione e… comodità di pochi si tiene alle h 18,30 tra rumori, traffico e distrazioni. Certo il fedele comunque partecipa anche al rito attuale della tarda serata, ma tutt’altra cosa era la processione all’alba, perché bellissima, intensa ed unica. Perciò una raccomandazione finale: non si tocchi la storia di una città, perché si finisce per incidere in profondità sul suo tessuto sociale, senza possibilità di ritorno e di recupero”.

Ed allora la sua proposta in chiusura?

“Il rispetto assoluto delle tradizioni e della storia cittadina -replica convinto il professionista- lasciando al 18 giugno, così come facevano padri e trisavoli, la processione conclusiva della Festa di San Nicandro, evento irrinunciabile per ciascun venafrano”.

                                                                                                     Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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