LAVORO – Si apposta su Facebook, punito. Il sindacato va allo sciopero, la politica sta a guardare

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CAMPOBASSO – Giorno di sciopero nei prossimi giorni annunciato dalla Filctem Cgil del Molise alla Vibac azienda che a Termoli produce nastri adesivi e biadesivi. Per il licenziamento di un padre di famiglia con moglie e due figli. Il caso in questione si  riferisce ad un lavoratore a cui  l’azienda ha prima irrogato una sanzione di due giorni di sospensione per dei post su facebook ritenuti offensivi dalla stessa e poi, dopo che il lavoratore era stato indotto da ciò a comportarsi bene, anche grazie all’intermediazione della CGIL,” lo ha colpito durissimo – commenta  Lino Zambianchi segretario regionale della Filctem Cgil -imputandogli dei presunti accessi durante l’orario di lavoro, sempre su facebook. Ora, al di là del fatto dell’indimostrabilità degli accessi senza la geolocalizzazione resta incomprensibile il danno provocato all’azienda che non viene né menzionato, né descritto”.  Da qui la proclamazione nei prossimi giorni di uno sciopero “per restituire un minimo di dignità – come dice la Cgil in un documento stampa – a chi viene privato dei mezzi per sopravvivere con un licenziamento ingiusto in attesa che gli venga restituita la dignità per intera in un’aula di Tribunale”. Ovviamente da qui il sindacato di categoria della Cgil espone e denuncia una serie di situazioni esistenti all’interno dell’azienda e di comportamenti nei confronti dei dipendenti da parte dei vertici aziendali  che si lasciano alla valutazione e quindi al confronto sindacato padrone e ad altri controlli. Fatti che certamente non devono però interessare nè la sicurezza sul lavoro all’interno della fabbrica nè la parte occupazionale se è vero come è vero, come rivelano i sindacati, la Vibac dopo tempi bui attraversati qualche anno fa, ha ripreso a produrre potendo quindi garantire probabilmente un futuro più certo ai suoi lavoratori. La contestazione dell’ episodio e quindi la legittimità di quest’ultimo visto che è stato portato davanti ad un Tribunale e quindi ad un Giudice, tenendo conto anche di tante componenti in campo sollevate dalla Filctem Cgil, non ultima quella importantissima di un lavoratore padre di famiglia, spetta ora al diritto qualunque esso sia e quindi alla ricostruzione dell’accaduto. Si costruisca però un clima da parte di tutti sereno e costruttivo per cominciare un cammino nuovo nel settore del lavoro della produzione dei rapporti sindacali sociali tra lavoratori padroni aziende partenariato e chicchesia. Questa regione ha bisogno anche e soprattutto di fiducia in un momento così nero e di  ottimismo da ripresentare e ritessere anche in situazioni simili laddove è possibile e laddove ci sono spazi per farlo viste e considerate le occasioni bruciate vuoi dalla politica vuoi da una classe imprenditoriale che programma e amministra sempre meno sul medio e lungo termine stretta spesso da una programmazione locale senza concretezze e proiezioni sul futuro.

Aldo Ciaramella

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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