REGIONALI – Con un nuovo centrosinistra Ruta e Leva lanciano la sfida a Frattura

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CAMPOBASSO –  Un nuovo centrosinistra? Per ora Ruta, Mdp ma dichiara di stare e di consolidarsi nel Pd, Leva art.1. Notarangelo, Sinistra italiana, Macoretta, Comunisti italiani, Durante Possibile lab e Perriera Idv,  fanno le prove e dichiarano senza mezzi termini di  proiettarsi a costruire e proporre, in Regione, un programma alternativo antitetico a quello di Frattura spianando la strada alla candidatura di un nuovo corso per le Regionali di febbraio 2018.

Stamane la presentazione dell’iniziativa di centrosinistra presenti i consiglieri regionali Scarabeo, Totaro e Petraroia, amministratori comunali e quindi assessori di palazzo San Giorgio Salvatore, De Capoa e consiglieri D’Elia e Trivisonno.

Un progetto di centrosinistra scritto con poche regole chiaro e concreto lo ha definito Ruta che “possa ridare sogni e speranze ai molisani traditi dal gruppo dirigente di questa legislatura con 5 punti cardini da riconfigurare nei prossimi incontri da settembre in avanti con la gente molisana sulle piazze di tutti i Comuni”,  alternativo ovviamente all’altro pezzo del partito democratico che fa capo a questo punto a Micaela Fanelli a Frattura e quindi a Rialzati Molise e all’area alfaniana, pronto ad accogliere in una casa comune.

Un centrosinistra che secondo Leva riparte da facce nuove da un candidato diverso da quello di 5 anni fa che non sarà tra i sei che stamattina hanno presentato l’iniziativa e che non scaturirà da Primarie. E che si accinge a combattere “chi vuole abbattere la sanità pubblica contro le trivelle gli inceneritori, la disoccupazione e la privatizzazione dell’acqua”.

Non potevano mancare nell’elaborazione di una compagine politica che ora punta chiaramente a palazzo Vitale quanto sino ad oggi ha diviso  il Pd dalla sanità all’ambiente al lavoro alla scuola.

Temi che sono stati toccati dai sei promotori del progetto politico da cui si vuole ripartire insieme come ha detto il rappresentante della Sinistra Notarangelo per recuperare fiducia nei cittadini e per ritrovarsi intorno a quei valori che tengono uniti il centrosinistra. Che ora si appresta a provare l’avventura dell’Ulivo 2.0, ha tenuto a precisare Ruta, per allargare un fronte più ampio di consensi e partecipazione popolare.

Insomma In vista delle Regionali di febbraio prossimo una prima sfida c’è. C’è una casa nuova diversa dal passato dove tutti possono riparare hanno detto i due parlamentari molisani, Ruta e Leva,  che ora bisogna riempire. Una proposta politica di antiche radici, lanciata ovviamente come alternativa al governatore Frattura da quelli che fino ad oggi lo hanno “impallinato” su tutti i temi e le azioni  della sua gestione e che lo avevano messo lì dov’è cinque anni fa. Il centrosinistra bolla il passato e pertanto prova a riesserci. A ridargli anima i due dissidenti del Pd Ruta e Leva, i Comunisti italiani, Possibile Lab, L’idv (e Di Pietro dov’è? Non sta con Frattura?) e la Sinistra italiana. Rimane la maggioranza del partito democratico guidata dalla Fanelli, poi i Socialisti italiani, Rialzati Molise alcuni pezzi ondivaghi del centrosinistra in Consiglio regionale che potrebbero rimanere con il Governatore e il cosiddetto partito dei sindaci. Quale dei due schieramenti è il centrosinistra, o meglio da quale ricostruire o stabilizzare il futuro? Quello presentato oggi che si propone di ricompattarsi intorno ai valori e alle battaglie che radicalizzano secondo i suoi proponenti una matrice politica più unitaria e sociale o quella della maggioranza del Pd locale che continua a riconoscersi intorno al Governatore Frattura e quindi a ricominciare e integrare da qui la continuità del programma regionale per altri 5 anni?  

Aldo Ciaramella

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